Documenti inediti dall’Archivio Vaticano. Parla Barbara Frale
La sera del 18 marzo del 1314 una fiamma alta ardeva nel cuore di Parigi. Su una pira bruciavano Jacques de Molay e Geoffroy de Charney, rispettivamente il Gran Maestro dei Templari e il Precettore del Tempio della Normandia. Con la loro morte finiva per sempre anche il più misterioso e potente ordine cavalleresco della cristianità. Dopo la storia nasceva il mito. «Pochi sanno che ad assistere al rogo del Gran Maestro de Molay vi era anche un italiano, il mercante Boccaccino di Chelino, il padre di Giovanni Boccaccio, che si trovava nella capitale francese per affari. Tornato in Italia raccontò l'accaduto in famiglia biasimando "il gesto infame" compiuto dal re Filippo il Bello. L'episodio è narrato da Boccaccio nel De casibus virorum illustrium, un'operetta scritta in latino pressoché dimenticata».
Ruggero
Molto venerato a Barletta, che lo volle quale suo patrono, san Ruggero, il quale appare nel sigillo del vescovo della città dove è anche una chiesa a lui dedicata e dove il suo culto è attestato fin dal XIII secolo, è tuttavia un personaggio misterioso. Della sua provenienza nulla si sa di certo, e anche l’epoca in cui visse è incerta. L’attenzione degli studiosi si rivolge su un Ruggero che fu vescovo di Canne in Puglia nei primi due decenni del XII secolo: nel 1100 lo troviamo a Caserta con papa Pasquale II, due anni dopo assiste alla consacrazione della chiesa di San Sabino di Canosa fatta dallo stesso pontefice; e ricordano Ruggero vescovo di Canne altri documenti dell’epoca.
Luce sull’antico pozzo
Verrà recuperato, illuminato e messo bene in vista il pozzo medievale di Belvedere. Ci riferiamo al pozzo in pietra, largo circa 150 centimetri e profondo almeno 7 metri, rinvenuto il 26 novembre scorso durante i lavori di ricostruzione post-sismica e quelli riguardanti le infrastrutture che si stanno portando avanti nella località fabrianese duramente colpita dal terremoto.
Entro un recinto di siepi
La parola “Presepe” significa, letteralmente, “entro un recinto di siepi”. Nello spazio chiuso, la cui sacralità circolare è la scena di un dramma soltanto all’inizio, pochi attori rappresentano con corale partecipazione la nascita del Cristo. Maria, Giuseppe, il bambino, l’asino e il bue, i pastori, i Re Magi. Ai presepi moderni, certo, manca la parola. La recita, ovvero il “jeu” della natività, era invece diffuso in tutto il Medioevo nelle varianti di “Officium Pastoris o Ordo stellae o Ordo ad representandum Herodem” e una nutrita schiera di personaggi, al bivio tra comico e solenne, affollava l’altare delle cattedrali in occasione delle Sacre Rappresentazioni natalizie.
Mondavio Capodanno medievale
Da ieri a Capodanno un tuffo nel Medioevo a Mondavio dove viene riproposto il sugggestivo San Silvestro medievale. Gli organizzatori, da ieri pomeriggio alle 17, faranno immergere i partecipanti in un Medioevo pieno di meraviglie e di leggende, a contatto di cortigiane e giullari, dame e cavalieri. In programma musica, animazione, balli, travolti dalla magia di un tempo mai passato, tra fantasia e storia, tra sogno e realtà, tra favola e cultura. La mattina del 30 sara dedicata alla visita a San Marino, il pomerigggio visita libera a Pesaro, quindi cena e giochi. Il 31 dopo la visita a Mondavio preparazione per la grande serata in costume con cenone, musica, animazione, balli e incantesimi. Allo scoccare di mezzanotte ci saranno sorprese di fuoco, spettacoli che, come in una favola , si confonderanno con la magica oscurità. Il primo gennaio, infine, congedo ufficiale con i “Signori del castello”. Info. Pazza Idea tel. 0721.806360, fax 0721.813884. E-mail info@pazza-idea.it.
Il Medioevo da riscoprire dentro i palazzi dei potenti
Resterà aperta fino al 6 gennaio 2005 la mostra fotografica «Le pietre del potere, Medioevo in terra jonica», visitabile dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, nella scuola «Giovanni XXIII». La mostra, organizzata dal CRSEC TA/50, in collaborazione col Comune di Palagiano, assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura, sta registrando numerosi visitatori. La mostra ci offre l'occasione per rivisitare castelli e palazzi dove si consumava tutto il potere dei potenti di un'epoca che per lungo tempo è stata condannata in blocco.
Il coro protagonista
Giovedì 30 dicembre 2004, alle ore 21.15, avrà luogo nella splendida cornice della Chiesa Collegiata di San Ginesio, il tradizionale Concerto di Natale della Corale Bonagiunta, inserito nel progetto Puer natus est organizzato dall'Arcom, che vede nel territorio regionale ben 16 manifestazioni con il coinvolgimento di tante formazioni corali iscritte all'associazione, in un ideale unico percorso concertistico natalizio vocale-strumentale. Protagonista d’eccezione a San Ginesio sarà il Coro Polifonico “Crypta Canonicorum” di Grottazzolina: presenterà significativi brani dalla tradizione aquitana del XII e XIII secolo, oltre che esecuzioni di G.P. Cima e F. Cavalli con l'accompagnamento dello splendido Organo Morettini, di recente restaurato grazie all’impegno del Parroco Padre Mariano.
Pieve romanica di notte
La scorsa estate la Pieve romanica di San Siro di Capodiponte venne aperta ai visitatori per iniziativa della Pro loco e con il sostegno dei commercianti, e l’iniziativa, accolta con estremo favore, ebbe un riscontro più che positivo. L’associazione, retta attualmente dal vice presidente Ilaria Zonta dopo le dimissioni del presidente Lorenzo Mariano, ripropone l’apertura «custodita» della chiesa medievale in orario serale (dalle ore 20.30 alle 22) a partire da oggi e fino al prossimo 6 gennaio 2005, sempre con il sostegno dei commercianti del Comune e in collaborazione con la Banca di Valle Camonica.
Il sovrano terribile che devastò Oristano
La strada che collega via Giudicessa Benedetta con via Giudice Mariano e attraversa via dei Giudicati è dedicata al giudice Guglielmo sovrano medievale del regno o giudicato di Calari. Guglielmo che, come avviene anche per i suoi predecessori, aggiunge al suo nome quello di "Salusio" (altri in alternanza aggiungono invece il nome di Torchitorio) era figlio di Giorgia di Lacon-Gunale di Calari e del marchese di Massa Oberto Obertenghi di origini liguri: è quindi il primo rampollo della nuova casata Lacon-Massa.
Suoni dal Medioevo, arrivano nell'Isola i bielorussi Stary Olsa
Tra spettacolo e solidarietàSolidarietà, cultura e musica. Con questa formula la Sardegna ospita anche quest'anno i bambini bielorussi per il Progetto Chernobyl e si ripete il gemellaggio attraverso le esibizioni dei più importanti gruppi artistici bielorussi. Stavolta sarà nell'Isola dal 30 dicembre 2004 al 9 gennaio 2005 il complesso di musica medioevale Stary Olsa. Queste le date in programma: giovedì 30 a Sant'Anna Arresi, lunedì 3 gennaio a Decimomannu, martedì 4 a Carbonia, mercoledì 5 a Carloforte, giovedì 6 a Cagliari, venerdì 7 a Iglesias, sabato 8 a Domusnovas e domenica 9 di nuovo a Cagliari. Lo Stary Olsa è uno dei gruppi musicali più importanti della vasta area dell'Est europeo: cinque elementi capaci di trasmettere forti emozioni, grazie a un lavoro certosino di ricerca storica ed etnografica, fedeli ricostruzioni di antichi strumenti medioevali, così perfette da essere considerate dal ministero bielorusso della Cultura oggetti di alto valore artistico, il cui utilizzo all'estero necessita di speciale autorizzazione della sovrintendenza artistica.
Storia di un rintocco millenario
Per quanto riguarda la storia delle campane Marinelli si può dire senza timore di smentita che si tratta di un'impresa che affonda le sue radici nella notte dei tempi. E l'anno mille è davvero la notte dei tempi. È questo infatti l'anno di nascita della «Pontificia Fonderia di Campane Marinelli», azienda che ancora oggi dalla lavorazione di alcuni metalli riesce a sfornare prodotti conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. E tutto ciò in Italia nell'anno domini 2005. Per la precisione in Molise, ad Agnone, in provincia di Isernia, non lontanissimo da Roma.
Il Miracolo di Lanciano
A Lanciano, in Abruzzo, attorno al 750, Gesù ha voluto dare prova della sua presenza reale nell' Eucaristia. Nella chiesa di San Francesco, dove avvenne il miracolo, un'iscrizione marmorea racconta il prodigio del quale sono tuttora conservate le reliquie: "Circa gli anni del Signore ettecento, in questa chiesa un monaco sacerdote dubitò se nell'Ostia consacrata ci fosse veramente il Corpo di Nostro Signore, e nel calice il Sangue. Celebrò Messa e, dette le parole della consacrazione, vide divenire Carne l'Ostia e Sangue il vino. Fu mostrata ogni cosa ai circostanti, e quindi a tutto il popolo. La Carne è ancora intera e il Sangue diviso in cinque parti disuguali che tanto pesano tutte unite quanto ciascuna separata. Tutto ciò può essere visto in questa Cappella fatta da Giovanni Francesco Valsecca a sue proprie spese, l'anno del Signore 1636". Le analisi di laboratorio, in questi ultimi anni, eseguite più volte e da diversi esperti, confermano che sono carne e sangue umani conservatisi incorrotti.
Un Presepe in costumi medievali
E’ l’idea natalizia dell’Associazione “Palio del Duca” e del suo vulcanico presidente che ha organizzato per la prima volta quest’anno la Natività in Acquaviva Picena. Inaugurata ufficialmente dalla mezzanotte del 25 dicembre, e può essere ammirato tutti i giorni, fino al 6 gennaio 2005 dalle 15,30 alle 18, nella sede di rappresentanza dell’Associazione, in Via Marziale 29.
La Divina commedia tra Abu l-‘Ala’ al-Ma‘arri e Dante
Tra le fonti della Divina Commedia gli studiosi hanno riconosciuto l'Epistola del perdono del poeta siriano Abu l-‘Ala’ al-Ma‘arri. Nel capolavoro della nostra letteratura, che pure mostra un grado di originalità tale da risultare alieno e quindi difficilmente comprensibile alla cultura araba, sono riscontrabili suggestivi influssi orientali. Vediamoli nella critica di uno studioso arabo. Il viaggio di Abu l-‘Ala’ al-Ma‘arri nell’Epistola del perdono verso l’altro mondo è qualcosa che ha tenuto occupati gli europei dal momento in cui scorsero tratti di somiglianza tra questa opera e la Divina Commedia dantesca.
L' Epifania a Cividale del Friuli
La "Messa dello Spadone", che si celebra il giorno dell'Epifania a Cividale del Friuli nel Duomo cittadino, è un rito religioso di cui non si ha ancora una precisa documentazione che ne indichi l'origine e il significato. Nel tempo, diversi storici hanno cercato di svelare il "mistero" che avvolge questa antica cerimonia con diverse interpretazioni, spesso frutto di una fervida fantasia. Di sicuro si tratta di uno dei riti liturgici più singolari e suggestivi che la Chiesa ha conservato. La cerimonia ricorda l'investitura che un tempo il Patriarca riceveva dalle mani dell' Imperatore, quale signore feudale di tutta la regione. La spada, con la quale il Dacono saluta con gesti antichi autorità e popolo, è ancora quella originale offerta dai cividalesi al Patriarca Marquardo von Randeck, in occasione del suo ingresso a Cividale. Subito dopo la messa dello Spadone si svolge la rievocazione storica dell'entrata del Partiarca Marquardo von Randeck avvenuta il 6 luglio 1366.
Epifania del Tallero
Per tradizione il 6 gennaio a Gemona del Friuli si rinnova la celebrazione dell'antica usanza che affonda le sue radici nel medioevo: l' Epifania del Tallero. Nello scenario tipicamente medioevale di via Bini, il corteo storico, al suono dei tamburi che cadenzano l'incedere delle dame e dei cavalieri, accompagna il Sindaco fino al Duomo di Santa Maria Assunta, dove ha luogo la Messa.