MedioEvo

Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata da Maurizio Calì per i soci della Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Per leggere gli articoli in versione integrale clicca sul titolo. Utilizza la funzione "commenti" in fondo ai post per lasciare le tue osservazioni. Sempre meno quotidiani consentono la lettura gratuita online e ciò rende più difficile offrire una completa panoramica degli eventi medievali. Adesso più che mai se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
lunedì, 31 marzo 2008

La regola del colore

Sabato 5 aprile 2008, alle ore 17,00 alla Libreria il Libraccio, in Via Candiani, 102, Milano, l'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di invitarvi alla presentazione dell'ultimo libro di Silvio Valota, “La regola del colore”. (Edizioni Pendragon, 2008, pp. 378, € 15,00). Ingresso libero. Seguirà rinfresco.
Agli inizi del XII secolo, in Borgogna, un tranquillo villaggio viene sconvolto dalla scorreria di un esercito violento e sadico. Franchon viene rapita, portata in città e costretta alla prostituzione. Il suo amato Efrem, azzoppato da una freccia nemica e ormai inabile al lavoro, entra in abbazia e si appassiona alla pittura, scoprendo la forza della creatività e i prodigi del colore. Il giovane, incoraggiato dal saggio abate Odilon e circondato da un devoto gruppo di allievi, si lancia nella scommessa più difficile: rappresentare la vita della gente sulle immense superfici della cattedrale che Guinéfort, signore di Macôn, ha iniziato a costruire. Attraverso l’arte, Efrem vuole infondere speranza nell’anima dei fedeli, e indagare il senso della vita e il mistero della morte in una ricerca incessante dell’armonia e della bellezza. Franchon, lontana da lui, si cimenterà in un’impresa non meno ardua: la faticosa conquista della propria libertà. Un romanzo corale costruito su un impianto storico rigoroso, un’appassionante epopea dello spirito che affronta i grandi interrogativi di ogni tempo in un confronto serrato tra ascetismo e sensualità.
Silvio Valota.
Dipingere da oltre 45 anni. Paesaggi, l’acqua, le nubi dei cieli nordici. Amare la musica. Il ritmo della cornamusa, ma anche la sinfonica. Ammirare gli equilibri imponenti delle architetture medievali… Tutto questo fa parte della storia dell’autore. Che nella vita professionale si occupa di formazione comportamentale. Ma che poi ama divagare nel sogno. E in questo romanzo il sogno si è popolato proprio di musica e di arte, nel pensiero che solamente la bellezza può riscattare il mondo dalle sue disarmonie. Oggi, Silvio Valota sta scrivendo il seguito della ‘Regola del Colore’, in un intreccio complesso che promuove l’affermazione della cultura e dell’istruzione, nel mondo dei tempi di Efrem.

La battaglia di Tagliacozzo: cause e conseguenze

Venerdì 4 aprile 2008, alle ore 16,00, nella Sala Assemblee della Cassa di Risparmo della Provincia dell'Aquila in Corso V.Emanuele II a L'Aquila, Ornella Mariani terrà la conferenza "La battaglia di Tagliacozzo: cause e conseguenze". La battaglia di Tagliacozzo, detta anche battaglia di Scurcola Marsicana o dei Piani Palentini, fu combattuta il 23 agosto 1268 dai ghibellini sostenitori di Corradino di Svevia e le truppe angioine di Carlo I. Quest'ultimo, fratello di Luigi IX di Francia e primo conte d'Angiò, era stato investito del Regno di Sicilia da papa Clemente IV, mentre Corradino era stato chiamato dai ghibellini a rivendicare il trono di Sicilia dopo la sconfitta e la morte del padre Corrado di Svevia, a sua volta figlio di Federico II di Svevia e nipote del Barbarossa. La battaglia si svolse in località Piani Palentini, tra Scurcola Marsicana e Albe.

Il giardino: un luogo incantato e misterioso

L'arte si incontra nel giardino: luogo incantato e misterioso, talvolta ascetico oppure intrinsecamente politico, legato comunque ai fili della storia e del progresso. E' Il Giardino luogo ideale dell'anima, iniziativa organizzata da Maria Giovanna Forlani, docente del liceo "Respighi" in collaborazione con la Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dove si terrà la rassegna.
«Un trittico storico ed interdisciplinare - lo ha definito il direttore della galleria d'arte piacentina Stefano Fugazza durante la presentazione del progetto nell'aula didattica della Ricci Oddi - che abbraccia la filosofia e la musica, le lettere e le arti per riscoprire i segreti dei giardini nei secoli». Ed ecco allora il primo incontro, in programma
mercoledì 2 aprile 2008 alle 16.30 ed incentrato su "Il giardino nel Medioevo: dallo spazio all'idea": «E' il giardino inteso come "Hortus conclusus" - ha spiegato durante la presentazione la Forlani, che sarà la protagonista di tutte le conferenze - come luogo vergine ed incontaminato antistante le cattedrali». E a dare un ulteriore approfondimento, durante il primo appuntamento, sarà anche lo studioso novarese Roberto Bottacchi, con un'analisi del culto del giardino nella letteratura islamica e cortese.

Ricerca: il tesoro dei crociati? eredita' genetica in Medio Oriente

Crociati alla conquista del Santo Sepolcro, 'armati' di Dna. I guerrieri cristiani hanno, infatti, lasciato un segno nel codice genetico delle popolazioni del Medio Oriente. Ricercatori impegnati nel Genographic Project (lanciato nel 2005 dal National Geographic) sono, infatti, riusciti a rilevare precise tracce genetiche: l'eredità dei combattenti in nome di Cristo che si tramanda dal lontano medioevo. Il team, che firma uno studio sull''American Journal of Human Genetics', spiega di aver individuato una particolare traccia del Dna in Libano, una sorta di firma non falsificabile che risale alle crociate. Alcuni uomini di fede cristiana portano ancora impressa sul loro codice genetico questa traccia che richiama all'Europa occidentale. Non solo.
Il team ha scoperto che i libanesi musulmani sono più inclini - rispetto ai cristiani - a presentare un'altra particolare traccia genetica, legata questa volta all'espansione dalla penisola araba che ha portato l'Islam in quell'area, nel VII e nell'VIII secolo. Ma gli esperti sottolineano che le differenze tra le due comunità sono piccole, e che cristiani e musulmani in Libano condividono un'eredità comune. Il lascito dell'espansione musulmana era già stato dimostrato da altri studi, che avevano esaminato dati genetici delle popolazioni del Medio Oriente e del Nord Africa. Ma la ricerca delle 'tracce' di una recente migrazione europea è più insolita. Lo studio sui crociati si è concentrato sul cromosoma Y, quello maschile, un pacchetto di materiale genetico portato solo dall'uomo, che passa di padre in figlio e cambia poco o nulla, un po' come un cognome.
Nel corso delle generazioni, i cromosomi accumulano piccole variazioni, o errori di copiatura, nelle sequenze di Dna. Così i cromosomi Y possono essere classificati in diversi gruppi, che riflettono in qualche modo i progenitori genetici di un individuo. Il team ha analizzato i cromosomi Y di 926 libanesi, scoprendo così il lascito dei crociati. Una firma genetica sul cromosoma maschile, chiamata WES1, che in genere si trova solo nelle popolazioni europee, è stata scoperta fra i libanesi inclusi nello studio.
"Sembra essere arrivata dall'Europa ed è presente principalmente nella popolazione cristiana", spiega Spencer Wells, direttore del Genographic Project. "Guardando agli stessi dati - spiega l'esperto alla Bbc online - abbiamo visto un fenomeno simile per quanto riguarda le linee provenienti dalla penisola araba nella popolazione musulmana, che non abbiamo rilevato così spesso in quella cristiana". La traccia in questo caso è la J1, tipica delle popolazioni arabe coinvolte nell'espansione musulmana. "Quando l'espansione islamica e la migrazione dall'Europa hanno raggiunto il Libano - commenta Pierre Zalloua della Lebanese American University di Beirut, coautore dello studio - gli uomini hanno lasciato non solo i loro geni, ma anche parte delle loro culture e del modo di vivere. E questo può solo farci sentire più ricchi".

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categorie: medioevo, medievale, crociate, angioini
domenica, 30 marzo 2008

Economia, monete, personaggi al tempo di Guglielmo Ubertini

Quel mattino di sabato 11 giugno 1289, giorno di San Barnaba, i soldati aretini entrarono in battaglia contro Firenze portando al collo la moneta di San Donato. La piana di Campaldino ha restituito nel tempo queste monete ed oggi sono custodite nel museo medioevale della nostra città. Erano soldi di argento, coniati dalla zecca del Vescovo Guglielmo Ubertini . Furono chiamati “ grossi” aretini. Ciascuna moneta pesava 2.30 grammi, composta per il 93 % di argento. Aveva la figura intera di San Donato nimbato ( circondato da aureola), in abiti vescovili, benedicente e con pastorale e al rovescio una croce patente (ad otto punte) con stelle. Questo “ grosso” era stato coniato in una zecca ubicata all’interno delle mura duecentesche per volontà di Guglielmo Vescovo per risollevare l’economia della città e del territorio del libero Comune Aretino. Il “ grosso” fu usato nei rapporti economici tra Arezzo e le più importanti piazze commerciali adriatiche, dove i mercanti aretini, a causa delle continue guerre con Firenze e Siena avevano cercato di commerciare le loro mercanzie, mirando a creare i loro sbocchi commerciali alternativi alle piazze tirreniche. Questo “ grosso” coniato attorno al 1250 fu chiamato anche “agontano” perché venne usato nei commerci con Ancona, la Marca Anconetana, Rimini, la Romagna, Urbino. Arezzo fin dalla antichità ha guardato verso Oriente, durante il medioevo ha continuato ad avere un rapporto privilegiato con le terre orientali, guardando verso il Mare Adriatico. Una scelta strategica ed economica perché il contrasto con Firenze e Siena impediva efficienti e continui traffici commerciali con il Mare Tirreno. La nuova moneta aveva quindi lo scopo di fornire ai mercanti aretini, alla economia della città di impostare libere ed autonome relazioni finanziarie. Una propria moneta dava autorevolezza al libero Comune di Arezzo. Fino alla coniazione del “grosso”, Arezzo usava nei suoi commerci la lira pisana.
Per conoscere le dinamiche finanziarie, i traffici commerciali, per rivedere i “soldi” di San Donato ritrovati nella piana di Campaldino, per incontrare i personaggi storici dell’Arezzo del XIII secolo, la cittadinanza è invitata partecipare
venerdì 4 aprile 2008 ore 17, Sala delle Conferenze Nuovo Polo della Formazione Banca Etruria, Corso Italia 134 (Arezzo) alla conferenza “Economia, Monete, Personaggi al tempo di Guglielmo Ubertini, Vescovo e Signore di Arezzo ( XIII secolo)". Relatrice sarà la Professoressa Franca Maria Vanni, una autorità storica e scientifica nella Numismatica Italiana. La conferenza sarà ripresa e trasmessa da Teletruria.

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categorie: medioevo, medievale
venerdì, 28 marzo 2008

Necropoli medievale

Una necropoli e alcune vestigia architettoniche, risalenti al tardo medioevo, costituiscono alcuni degli eccezionali ritrovamenti relativi alla campagna di scavo e ricerca effettuata dall'Universita' di Pisa su incarico del Comune di Cantagallo con il sostegno della Provincia di Prato. I risultati delle indagini saranno presentati venerdi' 28 marzo 2008, nella sede della Provincia di Prato (alle ore 11.30 in via Ricasoli 25 - I piano sala giunta). All'incontro con i giornalisti parteciperanno con il sindaco di Cantagallo, Ilaria Bugetti, e il presidente della Provincia, Massimo Logli, la soprintendente per i Beni architettonici ed artistici, Paola Grifoni; Marco Milanese, docente di archeologia medievale dell'Universita' di Pisa e Gabriele Gattiglia, archeologo.

Simboli e miti nel Medioevo: valori da riscoprire

La conferenza è organizzata dall’Associazione Archeosofica di Grosseto, nell’ambito del ciclo di conferenze “Tempo di Medioevo” e si terrà sabato 29 marzo 2008, alle ore 18, nella sede in via Mazzini, 69
Si parlerà di simboli e miti che, ancora oggi, vivono all’interno della nostra cultura. Il Medioevo, infatti, non fu soltanto un’epoca difficile, e, per alcuni versi, oscura, ma anche quella in cui prese vigore una nuova mentalità, con un decisivo risveglio di ideali come l’onore, la gloria, il coraggio. Fu un’epoca di eroi, uomini che combattevano per affermare i grandi valori universali in se stessi e nella società”. L’ideale cavalleresco ha poi attraversato trasversalmente tempi e culture, basti pensare alle tante gesta, raccontate dalla letteratura, come dal cinema, di cavalieri ed eroi impegnati in fantastiche e pericolose avventure con insidie e prove da superare, combattimenti da affrontare, per trovare la via che conduce ad una meta finale, tanto preziosa che vale la pena rischiare la stessa vita.
Valori che, in parte, si sono oggi perduti, ma mantengono intatto il proprio fascino: un fascino che potrebbe avere effetti davvero positivi, soprattutto sulle nuove generazioni, alla ricerca di modelli alternativi, che abbiano un contenuto, capace di andare oltre l’apparenza. L’incontro si svolge in concomitanza della mostra “Tempo di Medioevo”, della pittrice fiorentina Luisa del Campana, inaugurata sabato 15 marzo, che resterà aperta fino al 12 aprile 2008, con orario 17-20 dal lunedì al sabato.

Restauro della Cappella dei Contrari

Alle ore 11,00 di sabato 29 marzo 2008, presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (Rovigo , piazza Vittorio Emanuele II), conferenza stampa di annuncio dell’avvio del Restauro degli affreschi
L’intervento, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, riguarderà il restauro conservativo degli affreschi della cappella medievale attigua alla Chiesa Parrocchiale di San Maurelio a Sariano di Trecenta. L'edificio venne realizzato nel 1704, inglobando il vano ad est, di fondazione romanica (Sariano anticamente faceva parte dei possedimenti di Matilde di Canossa, restituiti al vescovo di Ferrara nel 1109, quindi passati agli Estensi nel 1240), poi ampliato da Uguccione Contrari (1382-1450), divenuto feudatario del luogo nel 1401, con la costruzione di una nuova aula, coincidente con l’attuale presbiterio.
L’attuale chiesa intitolata a San Maurelio a Sariano di Trecenta (RO), è, come spesso accade, il risultato di una serie di trasformazioni, ampliamenti, rifacimenti, che si sono susseguiti nei secoli e che ruotano attorno ad un nucleo primigenio risalente all’alto medioevo. Quanto oggi è riconoscibile di questa evoluzione è difficile dirlo, alla luce delle attuali conoscenze, possiamo dare solo risposte ipotetiche basta più su una riflessione e solo parzialmente suffragate da una documentazione filologica inoppugnabile.
Gli affreschi rimasti, frammentari e rovinati, sono visibilmente di epoche diverse, anche se, allo stato attuale, è difficile avanzare ipotesi attributive. Si tratterà pertanto di un intervento non solo di superficie ma anche di struttura. La medievale cappella dei Contrari richiede infatti urgenti e inderogabili interventi di conservazione e risanamento che consentano il recupero e la valorizzazione degli importanti cicli di affreschi conservati.
Pur rappresentando l'unico ciclo pittorico del tardogotico ferrarese in Polesine, rimane ancora sconosciuto il motivo ispiratore del progetto iconografico e l'ambito culturale di appartenenza, anche per il cattivo stato di conservazione.
All’incontro interverranno il Dott. Antonio Finotti Presidente, il dott. Fabio Ortolan Vicepresidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, l'arch. Maria Grazia Martelletto della Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici di Verona, la Dott. Donata Samadelli della Soprintendenza Beni Artistici di Verona, Don Ferdinando Salvan, Parroco di Trecenta; Antonio Laruccia, Sindaco di Trecenta; Massimiliano D'Ambra, progettista e Alberto Giovannoni impresario della Ditta di restauro I.A.R.; il Prof. Mario Cavriani dell'Associazione Minelliana e Antonio Gambato dell'Associazione Lega Ambiente.

Aosta, trovati scheletri in uno scavo

Dieci misteriosi scheletri del Medioevo, quasi tutti di bambini piccoli. Questo lo straordinario ritrovamento archeologico avvenuto nei giorni scorsi nel centro di Aosta, durante alcuni lavori di ripavimentazione. Le tombe sono state ritrovate a tre metri di profondità sotto la via Sant'Anselmo, proprio nel cuore della cittadina valdostana. Contengono gli scheletri di un adulto, otto bambini e un neonato. Secondo le prime valutazione degli archeologi, dovrebbero risalire all'Alto Medioevo, prima dell'anno 1.000 d.C. Sulla loro storia e sulle cause della morte, ancora non ci sono ipotesi condivise. L'unica trapelata è che si tratti di una sezione staccata del cimitero di Sant'Orso. Ora gli scheletri verranno documentati e poi rimossi in modo da poter essere studiati in laboratorio. Il cantiere non dovrebbe subire ritardi nei lavori.

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categorie: medioevo, medievale
giovedì, 27 marzo 2008

Storia del Medioevo europeo

La tavola rotonda “Storia del medioevo europeo. Vecchie e nuove grandi narrazioni” è in programma venerdì 28 marzo 2008 alle ore 14.15, nella sede della Fondazione Bruno Kessler di via S. Croce, 77 a Trento. L’occasione dell’incontro, in cui si confronteranno medievisti, ebraisti e specialisti dell’età contemporanea, è data dalla pubblicazione di una nuova storia dell’Europa medievale (Michael Borgolte, Christen, Juden, Muselmanen. Die Erben der Antike und der Aufstieg des Abendlandes 300 bis 1400 n.Chr., München 2006), che viene ora portata alla discussione del pubblico italiano. Nel volume, provocatorio e netto nelle sue tesi, l’epoca comunemente definita “medioevo” è caratterizzata da una dimensione religiosa plurale - cristiani, ebrei e musulmani - e da una spinta che porta dall’eredità antica alla “crescita dell’Occidente”. La “differenza religiosa” (privilegiata rispetto all’idea classica del “Medioevo cristiano”) e l’uso del termine Occidente riportano alle questioni attuali su identità e radici e sui concetti di progresso e di successo come cifra della civiltà occidentale contemporanea. Dopo l’introduzione di Daniela Rando (Università di Pavia) e gli interventi sul tema da parte di esperti di tutt’Europa è prevista la discussione conclusiva con la partecipazione di Gian Enrico Rusconi e di Michael Borgolte e Thierry Chervel dell’Università di Berlino.

I Templari e Castell'Araldo

Organizzato dall’associazione culturale “L’isola d’Amalasunta”, con il patrocinio della Provincia di Viterbo, si svolgerà a Marta (VT) l’incontro “I Templari e Castell’Araldo” per fare il punto sia su questa importante magione templare, sia sulla presenza dell’Ordine nel territorio viterbese. Coordina l’incontro Impero Sassara, con gli interventi dei professori Felicita Menghini Di Biagio, Giovanni Izzo, del commendatore Romualdo Luzi e dell’ingegnere Giancarlo Paccosi. L’appuntamento è per sabato 29 marzo 2008, alle ore 16.30, presso l’oratorio parrocchiale di Marta (VT).

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categorie: templari, medioevo, medievale
mercoledì, 26 marzo 2008

L’Historia Plantarium si presenta a Villa Frua

La biblioteca comunale di Laveno Mombello presenta un gioiello bibliografico donato dalla Famiglia Lodice: si tratta di un prezioso manoscritto della biblioteca Casanatense di Roma contenente un’enciclopedia medica dell’imperatore Venceslao IV, re di Boemia e Germania, databile attorno agli ultimi anni del ‘300, con descrizioni di piante, animali e minerali in uso nel Tardo Medioevo con particolare riferimento alle proprietà officinali,mediche e terapeutiche. La biblioteca presenta il volume giovedì 27 marzo 2008 alle 18.00 a Villa Frua, dando così la possibilità ai cittadini di vedere la perfetta riproduzione di un codice medievale e di ringraziare la famiglia Lodice per questo dono il cui valore materiale supera i 10000 euro e d’inestimabile valore affettivo per il ricordo della scomparsa della madre appassionata di botanica. La serata è affidata alla professoressa Alessandra Gionfini e sarà conclusa dal consueto buffet a tema, intitolato “Herbae in patina” e dalla vendita di un segnalibro d’arte, inspirato anch’esso all’antica farmacia.

notte_templari_manifesto
Rivive la Notte dei Templari

Nella magica coreografia della Trani dei templari, sotto lo storico porticato della Chiesa Omnia Sanctorum di Trani, a ridosso del porto domenica 30 marzo 2008 tra suoni, grida ed il fragrore delle spade, si svolgerà, a cura dell’associazione storico culturale “Trani Tradizioni”, la seconda edizione de "La Notte dei Templari".
La manifestazione promossa dai giovani dell'Associazione Culturale Trani Tradizioni rientra tra gli obiettivi dell'Associazione tesa a valorizzare il patrimonio storico-culturale della Città di Trani. Tra le altre varie iniziative dell'Associazione ricordiamo anche la nota manifestazione Il Matrimonio di Re Manfredi, divenuta un classico dell'estate tranese.
"La Notte dei Templari" ripropone in chiave scenica la presenza dei Cavalieri del Tempio in Puglia, e si svolgerà lungo un percorso privilegiato per la presenza a Trani di antiche vestige appartenute all'Ordine, partendo dall'antica Domus dei Templari, posta lungo l'antica Strada La Rosa, antico simbolo dell'Ordine (oggi Via Ognissanti), attraversando la storica Porta Aurea per entrare nella vecchia cinta fortificata, ove il corteo si snoderà lungo Strada Stregatizze, Strada della Sacra Spina, passando sotto l'arco di Palazzo Rogadeo per giungere ai piedi del Campanile del meraviglioso Duomo di Trani alla cui base sono disegnati i magici simboli dell'Ordine che stabilirono quel punto essere il centro del mondo ove i pellegrini arrivavano dal lontano Oriente, per andare alla Tomba di San Pietro, o per chi proveniva dall'Occcidente, si partiva per recarsi in Terrasanta.
Programma delle manifestazioni:
Ore 20,30 Chiesa Ognissanti: Arrivo dei Templari
Ore 20,45 Portico della Chiesa di Ognissanti: Difesa del Pellegrino
Ore 21,30 Piazzale antistante la Cattedrale: Imboscata al Re
Ore 22,00 Portico Chiesa di Ognissanti: Corteo storico

Torna a battere il cuore medioevale

Seppur soffocato dal costante sviluppo edilizio post-terremoto e da interventi infrastrutturali di più stretta necessità, sta ritornando a pulsare pian piano il cuore medievale di quella Tolmezzo (UD) città fortificata, gastaldo di Carnia nel feudale patriarcato di Aquileia.Dopo il recupero avvenuto negli anni '90 della storica Torre Picotta, eretta nel 1477 per far fronte alle invasioni dei Turchi, poi distrutta nel 1944 durante il secondo conflitto mondiale dai tedeschi, quindi ricostruita a vedetta di tutta la conca tolmezzina grazie agli studi fatti su vecchi documenti e fotografie sul colle omonimo, sono partiti nelle settimane scorse i lavori di recupero delle mura trecentesche cittadine, della Torre Rejtenberger e dell'area dell'antico castello inseriti in un più ampio e datato progetto a firma degli architetti Mazzorana, Riolino e Gussetti (872 mila euro l'importo complessivo degli interventi appaltati alla ditta Protto Spa di Gorizia) che mira, nel corso del suo 850. compleanno, a rimettere in luce la parte più antica della capitale della Carnia, per contribuire soprattutto ad una riqualificazione turistica della stessa con l'auspicio di vederne rinfrescata l'immagine e l'appeal. Le opere stanno procedono su vari fronti: in centro città attualmente interessate sono Porta di Sotto, che dopo essere stata chiusa e coperta dalle impalcature sarà oggetto di riqualificazione; Via Spalto lungo la quale verranno valorizzate e recuperate le mura superstiti sino al collegamento con la Corte del Romitorio, ovvero la piazzetta che collega Piazza Centa a Piazza XX Settembre, interessata da pavimentazione e ridefinizione degli annessi percorsi porticati. Per quanto riguarda la Torre Rejtembergher (pensata all'epoca in funzione di gastaldia della Carnia), posta sottomonte a ridosso dell'Albergo Roma, i lavori prevedono il restauro e consolidamento delle murature superstiti con parziale sopraelevazione e copertura, quindi la creazione all'interno di tre piani funzionali che potranno ospitare in futuro mostre e rassegne itineranti. Ad essa si affiancheranno il consolidamento e ripristino della cinta muraria trecentesca che si sviluppa lungo i percorsi pedonali che collegano Piazza XX Settembre e via Cascina con la Torre Picotta e Prà Castello, percorsi che saranno valorizzati anche attraverso la creazione di un impianto di illuminazione. Verrà poi ristrutturata ciò che rimane della muratura della torre di Guardia con la ricostruzione di un tratto del muro di cinta mentre sarà ripristinato il muro in pietrame della scarpata lungo il sentiero che conduce al sito del Castello Patriarcale. Area questa che secondo un'altro progetto (finanziato con 300 mila euro) verrà interessata da scavi archeologici e restauri, quindi consolidata e poi illuminata.

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categorie: templari, medioevo, medievale, castello


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