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| Conferenze sul Medioevo a Garlate |
| L'Associazione Studi Medievali di Lecco presenta due interessanti conferenze: La diffusione del Cristianesimo in Brianza, nel Lecchese e in Valsassina, attraverso le testimonianze epigrafiche. Il Cristianesimo si diffonde lentamente nelle campagne lombarde. L’evangelizzazione dell’agro milanese è certa solo a partire dal settimo decennio del V secolo. Ma in Valsassina il Cristianesimo arriva prima. Lo attesta una lapide rinvenuta a Cortabbio nel 1756: si tratta della “solitaria” epigrafe dell’anno 425 per la buona memoria di Flora, una giovane donna cristiana. Nel Lecchese sono state rinvenute altre sei epigrafi paleocristiane del V-VI secolo, tutte di carattere funerario. Partendo proprio dall’analisi di queste particolari testimonianze, la conferenza illustra le modalità di diffusione della religione cristiana nel nostro territorio. Mercoledì 29 novembre 2006. Relatore: Marco Sampietro Testimonianze di archeologia medievale nel Lecchese. La conferenza tratta le più recenti campagne di scavo che hanno interessato contesti archeologici di età altomedievale nella provincia di Lecco in ambito abduano: il sito fortificato goto di Monte Barro, il sito rupestre del Monte San Martino sopra Lecco, il castrum del Monte Santa Margherita a Torre de’ Busi, la Rocchetta di Paderno d’Adda e la pieve di Santo Stefano di Garlate. Mercoledì 6 dicembre 2006. Relatore: Fabio Bonaiti Le serate si terranno presso la sala civica del Museo della seta Abegg di Garlate (LC), in via Statale n. 497, a partire dalle 20.30. |
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| Francesco Napoletano nella bottega di Leonardo a Milano |
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La spezia, 29 novembre 2006 - Il 3 dicembre di 10 anni fa, veniva inaugurato il nuovo Museo Amedeo Lia, realizzato nel solo spazio di un anno, per accogliere la collezione donata alla Spezia dall´ ingegner Amedeo Lia. E proprio la nascita del Museo Civico Amedeo Lia ha segnato l’inizio di una più generale rinascita del centro storico della città e dello sviluppo della sua rete museale. La raccolta costituisce un unicum per la qualità dei pezzi e per la finissima capacità di scelta operata dal collezionista, capacità tesa a costituire all´ interno della vastità delle sezioni, nuclei omogenei ben definiti e di rara completezza. Tra questi, i cosiddetti "primitivi" sono una vera gemma, con oltre settanta tavole di Pietro Lorenzetti, Bernardo Daddi, Lippo Memmi, Lippo di Benivieni, Lorenzo di Bicci, Barnaba da Modena, del Maestro di Città di Castello, Paolo di Giovanni Fei, Giovanni Bonsi, Il Sassetta; e molte tempere e tele di Vincenzo Foppa, Antonio Vivarini, il Bergognone, Ludovico Mazzolino, un probabile Raffaello giovane, Pontormo, Tiziano, Tintoretto, Sebastiano del Piombo, Giovanni Cariani, Giovanni Bellini, il Romanino, Alessandro Magnasco, Bernardo Bellotto, Pietro Longhi, Michele Marieschi. Secondo Federico Zeri è la collezione privata più importante d´Europa per i dipinti tra Duecento e Quattrocento, confrontabile per gusto e raffinatezza a quella veneziana del Conte Cini. In occasione del decennale dell’inaugurazione del Museo a lui intitolato, Amedeo Lia presterà un altro dei suoi gioielli, La Madonna Lia, importantissimo dipinto facente parte della sua collezione privata, dipinto che è stato acutamente studiato da David Alan Brown della National Gallery di Washington. L’opera, ascritta alla bottega di Leonardo, resterà esposta dal 2 dicembre 2006 al 25 febbraio 2007. |
