![]() |
| Nel presepe dei frati la ‘civitas’ medievale |
| La tradizione vuole che il primo presepe sia stato quello realizzato da San Francesco d’Assisi a Greccio nel 1223. E certamente la spiritualità francescana ha favorito il diffondersi di questa rappresentazione, anche domestica, della Natività di Gesù, che resiste al trascorrere dei secoli, delle mode, delle conte stazioni e delle offese. Da decenni il presepe della chiesa dei Padri cappuccini, in via Brescia, è uno dei più belli e ammirati di Cremona. Per il Natale 2006 nove frati, coordinati da padre Gianfranco Gatti, e una trentina di studenti del Liceo Artistico statale con la guida del professor Marco Serfogli, hanno incominciato il lavoro a metà novembre. Quest’anno spiega, in una nota affidata ai visitatori (l’afflusso è quasi ininterrotto), il superiore del convento, padre Angelo Borghini ci si è ispirati a maestri dell’arte italiana nei secoli XIII-XV che «hanno posto al centro della loro opera il mondo urbano e la vita della comunità cittadina, che all’interno delle mura si ritrova a vivere in alcuni ambiti di riferimento con valenza simbolica, come la chiesa cattedrale, il palazzo comunale, l’università, la piazza, il mercato». Sono le dimensioni e gli spazi del vivere tipici della civitas medievale, ricollegati da «una visione religiosa della realtà segnata dall’avvenimento cristiano», cioè dal mistero, sempre attuale, dell’Incarnazione. Per recuperarli, gli autori del presepe di via Brescia hanno riprodotto (pur facendo ricorso, talvolta, a variazioni prospettiche) particolari di opere architettoniche e pittoriche del romanico e del gotico italiano. Introduce l’ambiente una cornice che riprende, nelle linee essenziali, la facciata della basilica di S.Ambrogio di Milano, all’interno della quale, spiccano le figure di tre tavole del Beato Angelico (La cacciata dal paradiso terrestre. L’Annunciazione, la Crocifissione). Lo scopo è quello di narrare le tappe della storia della salvezza collegandole alla scena della Natività, collocata sulla sinistra del presepe, e tratta dall’Adorazione dei magi di Vincenzo Foppa. Notevole importanza hanno avuto, quale riferimento nella costruzione del paesaggio o di suoi particolari, gli affreschi di celebri pittori senesi quali Ambrogio Lorenzetti (Effetti del buongoverno, dal Palazzo pubblico di Siena, offre la parte centrale della civitas) e Simone Martini. E ancora, elementi delle storie francescane di Giotto (tratti dagli affreschi della Basilica superiore di Assisi); intuizioni della pittura veneta (Giambellino, Cima da Conegliano) e di Andrea Mantegna per la riproduzione delle montagne e del laghetto (nel cui ambito padre Marco Galdini ha ricostruito, con acribia storica, anche modelli di barche e di vele dell’epoca romana). Particolarmente suggestive, come ogni anno, la sequenza e la dissolvenza delle luci del giorno e della notte, e la colonna sonora (canto gregoriano, laudi medievali) che accompagnano la sacra raffigurazione. |
![]() |
| Capodanno medievale |
| Il Capodanno Medievale di Montagnana (PD) è un contenitore di manifestazioni che coinvolge anche i turisti nella sua realizzazione. L'evento si svolge in tre diversi momenti di celebrazione della medievalità dell'area padovana: # la Festa Medievale della Mantella di Montagnana del 31 Dicembre 2006 # Escursioni in visita ai Castelli Medievali dell'area di Eugania. # Il Veglione di Capodanno del 31 dicembre 2006 in un Castello o un'antica Dimora Montagnana è un'antica città murata del 14° secolo, recintata di possenti mura merlate per oltre due chilometri con ventiquattro torri e varie fortificazioni tra le quali il Castello di S. Zeno e la Rocca degli Alberi. La sua cinta muraria è annoverata quale uno dei maggiori esempi di architettura medievale militare in Europa. |
