| L'Associazione Culturale Italia Medievale augura a tutti i suoi soci e ai lettori dei suoi blog e del suo portale un felice 2007, nella convinzione che l'attenzione alle tematiche culturali sarà sempre più diffusa e presente nel nostro paese. Purtroppo, nonostante il forte incremento della nostra attività, l'anno appena concluso ci ha visto alle prese con una forte riduzione delle entrate dovuta alla contrattura generale, al lungo periodo di vuoto istituzionale precedente le elezioni politiche e il referendum (tipico di questo paese !), alla minore disponibilità degli enti pubblici che, in molti casi, hanno cancellato o rinviato soprattutto le iniziative culturali. Anche per queste ragioni, abbiamo bisogno del concreto sostegno di tutti gli appassionati se vogliamo mantenere e incrementare il nostro impegno per la promozione e la valorizzazione del patrimonio medievale italiano. Il modo più semplice è quello di associarsi, per chi non lo fosse già, o di rinnovare l'adesione all'ACIM per chi era già socio. Ma, da veri "mendicanti" della cultura, accettiamo volentieri anche donazioni di qualsiasi entità, anche piccola o piccolissima, da parte di chi non intende associarsi, ma desidera contribuire al nostro sviluppo. Un versamento, anche minimo, sul Conto Corrente Postale n° 31721178, intestato all'Associazione Culturale Italia Medievale, sarà una concreta conferma del vostro apprezzamento per il nostro lavoro, oltre che uno sprone per fare sempre di più e sempre meglio. |
| Patrimonio sommerso nella cultura del nostro paese, i codici letterari sono custoditi nella grandi e piccole biblioteche storiche italiane; vengono studiati da secoli, eppure molti rimangono ancora da decifrare, rivelando spesso straordinarie sorprese, come è successo pochi mesi fa alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. «Durante le mie ricerche su manoscritti di autori classici latini, mi sono imbattuto in un testo con gli Epigrammi di Marziale, una raccolta di poesie particolarmente salace e briosa, poco conosciuta nel Medio Evo - esordisce lo studioso, poco più che trentenne, Marco Petoletti - Studiando mi sono accorto che il codice era completamente autografo di Giovanni Boccaccio, il quale non si era limitato a trascrivere i versi dell'autore, ma ha corredato il testo con postille a margine e con alcuni disegni che rivelano il suo talento di illustratore. Nelle sue osservazioni testimonia, a volte, il suo amore per il testo, in altre prende le distanze e maledice l'autore per le oscenità. Quando Marziale descrive un antico farabutto disposto a tutto pur di avere una buona cena, Boccaccio in una postilla scrive, citandosi: Frate Cipolla. Così l'ho riconosciuto. È un testo autografo che risale al 1360-70, l'autore era nel pieno della maturità, aveva già scritto il Decameron». «La tutela, lo studio, la valorizzazione del patrimonio manoscritto medioevale italiano devono essere trattati con competenze storiche, letterarie e tecnologiche. È necessario che fra i nostri giovani ci sia chi affronta studi complessi e lunghi per divenire un bravo conservatore e studioso del patrimonio culturale manoscritto - interviene Mirella Ferrari, docente di Letteratura Latina Medievale e Paleografia Latina all'Università Cattolica di Milano. - In Italia in ogni piccolo paese c'è un manoscritto antico, una documentazione: bisogna essere preparati per sapere cosa si sta cercando». |