MedioEvo

Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata da Maurizio Calì per i soci della Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Per leggere gli articoli in versione integrale clicca sul titolo. Utilizza la funzione "commenti" in fondo ai post per lasciare le tue osservazioni. Sempre meno quotidiani consentono la lettura gratuita online e ciò rende più difficile offrire una completa panoramica degli eventi medievali. Adesso più che mai se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
domenica, 25 febbraio 2007

La chiesa della Catena a rischio
La chiesa della Catena rischia di crollare. Le sue condizioni, sopratutto quelle del torrione con il campanile, sono assai vetuste. Lo hanno detto in un sopralluogo congiunto la Soprintendenza di Enna e l'ufficio di protezione civile di Piazza Armerina diretto dal geometra Walter Procaccianti. I due enti sono intervenuti su sollecitazione e invito dell'ufficio diocesano dei Beni Culturali diretto da Giuseppe Paci. La chiesa della Catena è tra le più antiche della città. Nel periodo medievale rappresentava una delle tre chiese attorno cui si sviluppava quella che una volta era l'intero centro urbano e adesso è solo il quartiere Monte. Le altre due chiese erano l'attuale Cattedrale e la chiesa di San Martino. Lo stato di dissesto statico della Catena è causato da alcune fessurazioni che interessano la parte superiore della torre campanaria interamente costituita da mattoni di argilla. Secondo alcuni, se perdurano le condizioni di dissesto potrebbe addirittura essere chiusa la via San Nicolò per evitare possibili danni a cose e persone durante un eventuale crollo della torre. La chiesa è di proprietà della parrocchia Maria Santissima della Cattedrale retta da padre Filippo Bognanni. Il prete nel 1997 aveva fatto redigere un progetto per finanziare la ristrutturazione della chiesa con il bando regionale di Restauro Sicilia. Ma, proprio questa linea di finanziamento si è persa nei meandri delle burocrazie regionale.
Il Bravìo di Montepulciano diventa evento ufficiale del Comune
A 33 anni dalla nascita, il Bravìo di Montepulciano ha conosciuto una giornata storica, che imprime una decisa svolta al suo futuro. Il Consiglio Comunale ha infatti “istituzionalizzato” la manifestazione; ha, cioè, approvato il regolamento che fissa in maniera certa le origini della festa e le sue regole attuali e che formalizza l’impegno dell’Amministrazione Comunale a sostegno della complessa macchina organizzativa. La seduta si è svolta sabato mattina in una sala consiliare gremita di pubblico: presenti tutti i dirigenti del Magistrato delle Contrade e delle otto contrade ma anche tanti contradaioli che non hanno voluto mancare l’appuntamento. L’Assessore Giuliano Olivieri ha illustrato il punto all’ordine del giorno spiegando che dal ’74 ad oggi il Bravìo delle Botti di Montepulciano ha conosciuto una crescita vertiginosa tanto da essersi imposto come una delle principali manifestazioni popolari della Toscana. Artefici di questo sviluppo sono stati i volontari che, per passione ed attaccamento alla città, hanno raccolto la geniale intuizione di Don Marcello Del Balio (che riprese la tradizione medievale sostituendo i cavalli, che disputavano un palio “alla lunga”, con le botti) e l’hanno fatta crescere. Ora il Bravìo è riconosciuto dal Comune come uno dei più forti strumenti di promozione della città, quasi un simbolo di Montepulciano, delle sue tradizioni storiche, delle sue origini di libero comune già dal ‘300, ed ha dunque bisogno di una stabilità maggiore rispetto a quella che possono garantirgli i dirigenti che si avvicendano al suo timone.
Restaurata l'abbazia di San Rabano
San Rabano, antica abbazia sui monti dell'Uccellina risalente al 1100, e la torre di Castel Marino, una delle prime torri di avvistamento costruite sulla costa maremmana durante il basso medioevo, sono tornate allo splendore di un tempo. Si sono infatti conclusi i restauri, costati poco meno di 700 mila euro e finanziati grazie all'accordo Stato-Regione per il recupero dei beni culturali sottoscritto nel luglio 2005 e con il contributo della Fondazione del Monte dei Paschi, che hanno consentito la messa in sicurezza delle strutture. Il programma completo dei lavori, per un finanziamento complessivo di quattro milioni e 700 mila euro, comprende anche il restauro della Villa Granducale e dei Magazzini di Spergolaia, gli altri edifici storici di proprietà dell'Azienda regionale agricola di Alberese. "Questo recupero - spiega l'assessore regionale all'agricoltura Susanna Cenni, intervenendo alla presentazione della fine dei lavori - riconsegna alla Maremma e alla Toscana due essenziali punti di attrazione per i tanti visitatori che scelgono la nostra terra. Una volta che saranno completati anche i lavori di Villa Granducale e del Granaio di Spergolaia questo sistema vedrà potenziata ancor di più l'offerta turistica".
postato da: italiamedievale alle ore 08:35 | link | commenti | commenti
categorie: archeologia, medioevo, medievale

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