| La città murata, il cuore romano-medievale di Como, è il centro dello shopping e la meta imperdibile per i turisti, ma è anche e soprattutto il ricchissimo scrigno dei tesori di storia plurimillenaria della città voluta da Giulio Cesare come baluardo alle calate dei barbari. Ebbene, il passante o il visitatore frettolosi non notano sopra il portone al numero 6 di via Adamo del Pero un singolare stemma gentilizio con sei pere a forma di piramide rovesciata. Adamo del Pero, una strada a lui intitolata, ma chi era costui' Quanti lariani d'oggi ne conoscono le eroiche gesta in difesa della città' Risaliamo al giugno 1116. Del Pero è a capo di un drappello di temerari che rapiscono dal castello di San Giorgio in Agno (Lugano) il vescovo Landolfo Carcano, nominato dal patriarca di Aquileia in opposizione al legittimo presule Guido Grimoldi. Nella scaramuccia muoiono due influenti milanesi, nipoti dell'arcivescovo Giordano da Clivio. È la scintilla che dà fuoco alla famosa guerra tra Milano e Como (1118) finita con la devastazione del capoluogo, poi ricostruito dal Barbarossa vittorioso sui milanesi, ma 40 anni dopo quella sanguinosa contesa così luttuosa per i lariani. Del Pero trovò la morte in combattimento difendendo il Castello del Baradello, anch'esso semiabbattuto da Milano e anch'esso riedificato da Federico I di Svevia. E al torrione che domina il lago è legata un'altra figura leggendaria, quella di Napoleone Della Torre, meglio noto come Napo Torriani, morto di stenti in una gabbia (21 gennaio 1277) appesa fuori dal castello. Preso a Desio e sempre condannato per questioni legate alle nomine di alti prelati in quel di Milano. |