![]() |
| Visita guidata |
| Giovedì 28 giugno 2007 I MANUFATTI MEDIOEVALI DI DOMENICO E LANFRANCO DA LIGURNO tra Santa Maria del Monte e Voltorre ore 15.00 - 16.30 visite guidate alla mostra a cura di Laura Marazzi, Conservatrice del Museo Approfittando degli ultimi giorni della mostra si propone un viaggio nella storia medievale di S. Maria del Monte, quando alla fine del XII secolo i maestri Domenico e Lanfranco da Ligurno lavorarono nell'importante cantiere del Santuario, già allora meta di frequenti pellegrinaggi, scrivendo pagine significative nel panorama della scultura medievale. Visite gratuite, comprese nel prezzo del biglietto (max. 20 persone). |
![]() |
| Festa medievale a Luciana |
| L'Associazione turistica pro loco di Luciana ha organizzato per sabato 30 giugno e domenica 1 luglio 207 una festa medievale. Sabato saranno presenti, dal pomeriggio, mercatini medievali, e la sera verranno serviti piatti tipici del 1133, nell'ambito della Cena con Tebaldo ed Erigarda. Il giorno seguente, la festa si svolgerà dalle ore 17 nel castagneto, con merenda e spettacolo medievale. La bella e giovane Edgarda, figlia del giudice Guidone da Luciana, aveva acceso la bramosia del Conte Uguccione, che ben presto aveva sedotto la ragazza, togliendola all'innamorato Tebaldo e condannandolo all'esilio. Il Giudice Guidone e Tebaldo in nome dell'onore e dell'amore avevano fatto alleanza e, architettando un piano diabolico trassero in trappola Uguccione. In una tremenda notte d'inverno del gennaio 1133, mentre s'intrecciavano danza durante una suntuosa festa nel castello di Luciana, a mezzanotte due giovani si presentarono con falso messaggio per il conte, che veniva d'urgenza chiamato a Vernio al capezzale di una vecchia parente moribonda. Uguccione preso all'impegno seguì i due nella notte tempestosa e questi, con la scusa che il consueto sentiero era reso impraticabile dalla nevicata, lo condussero abilmente nel luogo ove era stata tesa l'imboscata. Con l'aiuto di un altro uomo spuntato improvvisamente dalla boscaglia ridussero il conte all'impotenza, lo caricarono ben bene di catene e lo trasportarono dentro la grotta. Alla luce fioca di una lanterna, il conte ravvisò il suo rivale che apostrofò con voce terribile. Il conte chiese invano pietà. Promettendo oro e onori; ma ben presto vedendosi perduto, la più nera disperazione si impadronì di lui, mentre fissata la catena ad un arpione piantato nello scoglio, Tebaldo e i suoi compagni chiudevano murandolo, l'ingresso dell'antro. Il giorno dopo le campane di Luciana suonavano a morto: Edgarda era stata avvelenata dal padre Guidone. |
