MedioEvo

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domenica, 23 marzo 2008

Ad Fontes presenta un nuovo libro in formato elettronico

L’associazione culturale Ad Fontes, con sede in Morbegno ed attiva da quasi due anni per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico locale, ha il piacere di comunicare la recente pubblicazione di un nuovo libro in formato elettronico all’interno del proprio sito (www.adfontes.it).
Si tratta di un ipertesto a cura del dott. Massimo Della Misericordia, ricercatore di Storia medievale presso l’Università degli studi di Milano–Bicocca. Il suo nome suona familiare agli studiosi della storia valtellinese, grazie soprattutto all’ultimo denso volume Divenire comunità, edito da Unicopli nel 2006 con il contributo della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese.
L’e-book, che viene per la prima volta edito sulle pagine web dell’associazione Ad Fontes, porta il titolo: Figure di comunità. Documento notarile, forme della convivenza, riflessione locale sulla vita associativa nella montagna lombarda e nella pianura comasca (secoli XIV-XVI). In questo lavoro l’attenzione dello studioso si è concentrata principalmente sui «verbali delle assemblee delle comunità, esaminati però - chiarisce Della Misericordia - soprattutto come prodotti grafici, come documenti non solo da leggere, ma anche da guardare». E in effetti le 109 pregnanti pagine di testo sono corredate da circa 300 immagini di scritture notarili attualmente conservate in numerosi archivi valtellinesi e lombardi. Vi si trovano assai numerosi spunti che invitano il lettore ad incamminarsi in un interessante percorso nel passato della nostra Provincia, alla scoperta dell’identità delle comunità locali.

La torre angioina passa al Comune

La Torre Angioina, edificata nel 1321 dai duca di Marzano, feudatari di Pontelatone (CE), è proprietà comunale. Con la presa di possesso, da parte del Comune, si avvia a completamento il progetto di ripristino e restauro del borgo medioevale, vero scrigno di arte gotico-catalana colmo di bifore, archi e portali. L'intervento, progettato da Massimo Rosi, è stato finanziato dalla Regione con un milione e 500 mila euro, dei quali 36mila finalizzati all'acquisto della torre nel caso si presentasse, atti alla mano, il proprietario. Nel frattempo i fondi saranno bloccati presso la Cassa Depositi e Prestiti. Intanto fin da mercoledì prossimo inizieranno i lavori di bonifica del manufatto. Ieri mattina i responsabili dell'ufficio tecnico comunale hanno anche effettuato l'occupazione d'urgenza temporanea del suolo che consente il passaggio per arrivare alla torre Angioina e porla in stato di sicurezza. L'occupazione è prevista per cinque mesi, il tempo che si reputa necessario per gli interventi sul manufatto, per poi divenire esproprio definitivo al fine di consentire il libero accesso alla torre da parte dei visitatori. Alla occupazione temporanea si è opposto un solo proprietario del suolo, mentre gli altri hanno dato parere favorevole nell'ottica di un pubblico interesse, foriero, per altro, di una economia indotta relativa al turismo d'arte. Quella dei Marzano è un'opera originalissima, sia per la concezione che per l'esecuzione, in merito alla edificazione di fortificazioni che cingevano il palazzo ducale, che fece esclamare, nel primo '500, al capo delle truppe spagnole, Consalvo de Cordoba: «Se sulla mia strada ci fossero stati dieci palazzi come questo, mai Napoli sarebbe divenuta spagnola».

Al Museo di Sant'Agistino una nuova opera

Un altro prezioso gioiello si aggiunge a quelli già esposti nella prestigiosa cornice del Museo di Sant'Agostino.
Grazie alla generosità del Lions club Genova Centro "I Dogi" e di Amiu e alla disponibilità dei proprietari, la famiglia Sebastiano Massa, il Museo acquisisce la splendida lastra marmorea scolpita attorno al 1340 raffigurante la Maddalena che presenta un devoto alla Madonna col Bambino.
La lastra e' stata presentata mercoledì 19 marzo alle 17 al Museo di Sant'Agostino alla presenza del professor Clario Di Fabio, docente di Storia dell'Arte Medievale all'Università di Genova.
La prestigiosa opera proviene dal convento di San Francesco di Castelletto, demolito ai primi dell'Ottocento, ed è stata nel giardino di casa dei signori Massa fino a quando la collaborazione con il Settore Musei del Comune di Genova non ne ha permesso l'acquisizione da parte del Museo di Sant'Agostino che ne ha curato il restauro.

postato da: italiamedievale alle ore 08:55 | link | commenti | commenti
categorie: medioevo, medievale, aragonesi, angioini

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