MedioEvo

Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata da Maurizio Calì per i soci della Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Per leggere gli articoli in versione integrale clicca sul titolo. Utilizza la funzione "commenti" in fondo ai post per lasciare le tue osservazioni. Sempre meno quotidiani consentono la lettura gratuita online e ciò rende più difficile offrire una completa panoramica degli eventi medievali. Adesso più che mai se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
domenica, 30 marzo 2008

Economia, monete, personaggi al tempo di Guglielmo Ubertini

Quel mattino di sabato 11 giugno 1289, giorno di San Barnaba, i soldati aretini entrarono in battaglia contro Firenze portando al collo la moneta di San Donato. La piana di Campaldino ha restituito nel tempo queste monete ed oggi sono custodite nel museo medioevale della nostra città. Erano soldi di argento, coniati dalla zecca del Vescovo Guglielmo Ubertini . Furono chiamati “ grossi” aretini. Ciascuna moneta pesava 2.30 grammi, composta per il 93 % di argento. Aveva la figura intera di San Donato nimbato ( circondato da aureola), in abiti vescovili, benedicente e con pastorale e al rovescio una croce patente (ad otto punte) con stelle. Questo “ grosso” era stato coniato in una zecca ubicata all’interno delle mura duecentesche per volontà di Guglielmo Vescovo per risollevare l’economia della città e del territorio del libero Comune Aretino. Il “ grosso” fu usato nei rapporti economici tra Arezzo e le più importanti piazze commerciali adriatiche, dove i mercanti aretini, a causa delle continue guerre con Firenze e Siena avevano cercato di commerciare le loro mercanzie, mirando a creare i loro sbocchi commerciali alternativi alle piazze tirreniche. Questo “ grosso” coniato attorno al 1250 fu chiamato anche “agontano” perché venne usato nei commerci con Ancona, la Marca Anconetana, Rimini, la Romagna, Urbino. Arezzo fin dalla antichità ha guardato verso Oriente, durante il medioevo ha continuato ad avere un rapporto privilegiato con le terre orientali, guardando verso il Mare Adriatico. Una scelta strategica ed economica perché il contrasto con Firenze e Siena impediva efficienti e continui traffici commerciali con il Mare Tirreno. La nuova moneta aveva quindi lo scopo di fornire ai mercanti aretini, alla economia della città di impostare libere ed autonome relazioni finanziarie. Una propria moneta dava autorevolezza al libero Comune di Arezzo. Fino alla coniazione del “grosso”, Arezzo usava nei suoi commerci la lira pisana.
Per conoscere le dinamiche finanziarie, i traffici commerciali, per rivedere i “soldi” di San Donato ritrovati nella piana di Campaldino, per incontrare i personaggi storici dell’Arezzo del XIII secolo, la cittadinanza è invitata partecipare
venerdì 4 aprile 2008 ore 17, Sala delle Conferenze Nuovo Polo della Formazione Banca Etruria, Corso Italia 134 (Arezzo) alla conferenza “Economia, Monete, Personaggi al tempo di Guglielmo Ubertini, Vescovo e Signore di Arezzo ( XIII secolo)". Relatrice sarà la Professoressa Franca Maria Vanni, una autorità storica e scientifica nella Numismatica Italiana. La conferenza sarà ripresa e trasmessa da Teletruria.

postato da: italiamedievale alle ore 08:06 | link | commenti | commenti
categorie: medioevo, medievale

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