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Nella prossima settimana tornerà alla luce la Porta Solestà che, con il ponte romano di età augustea, rappresenta uno degli angoli monumentali più interessanti del centro storico di Ascoli. La porta, anche se può apparire diversamente, è un tuttuno - almeno alla base - come testata interna dello stesso ponte romano, e quindi coeva. Negli anni successivi la struttura venne più volte ritoccata fino a presentare aspetto architettonico medioevale. L'arcone, ad esempio, appartenne alla controporta del complesso medioevale fortificato, rimasto integro fino alla metà dell'Ottocento, il quale estendeva le merlature anche sopra i parapetti del ponte. La costruzione è testimoniata da un blocco di travertino che figura sull'attuale facciata, lapide in testo latino e caratteri gotici, datata 1230. Mentre una lapide minore ricorda che nel 1283 fu riparata la selciatura della strada.
La vista della porta restaurata promette ai cittadini e ai turisti una autentica sorpresa, dal momento che è stata anche ripulita e cosparsa di prodotto repellente e traspirante per conservarne il colore contro i danni della meteorologia. In sintesi i lavori effettuati. Totalmente nuovo il tettino della Porta; consolidamento delle murature e dell'arco con fibre di carbonio; interventi di cuci e scuci. Con iniezioni di biocalcio rigenerate le malte. Sul piano artistico, personale specializzato ha ripulito gli antichi stemmi (uno dei quali, datato 1230, dovrebbe essere il più vecchio stemma della città); sono state riportate in bella vista le scritte e le lapidi (alcuni scudi che furono di colore rosso). Inoltre, sulla volta, sono stati salvati modesti tratti di affreschi. Infine alcuni lavori hanno riguardato il riparo dalle infiltrazioni e colature d'acqua sul piano calpestabile, sottostante la pavimentazione del ponte romano. Revisionate anche parti delle balaustre del ponte, adiacenti alla Porta.
Una interessante novità è poi rappresentata dal fatto che la direzione dei lavori, in intesa con il direttore della Pinacoteca, professor Stefano Papetti, ha fatto eseguire i calchi di tutti gli stemmi, delle lapidi e quanto altro testimonia le varie epoche. Materiale che potrà essere prezioso per gli studiosi.
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