Rischiano di scomparire i resti della Torre di Bebe
I ruderi dell'antichissima torre di Bebe rischiano di scomparire. Quanto resta dell'ultimo pezzo di muro rimasto in piedi potrebbe, infatti, cedere da un momento per l'altro. Proprio per questo, il Comune dovrebbe attivarsi per poterne avviare il restauro grazie ai fondi regionali già disponibili, ottenuti grazie all'inserimento della torre nel novero dei monumenti compresi nell'Atlante regionale delle città murate. L'antichissima torre, di cui sopravvivono un grosso muro e le fondamenta, risale all'alto medioevo. Secondo ipotesi formulate da alcuni studiosi potrebbe essere stata eretta in concomitanza con le prime invasioni barbariche. Una lapide ricorda che proprio lì, le truppe di Chioggia riuscirono a bloccare i Franchi di Pipino il Breve, gli Ungari e l'esercito di Ezzelino da Romano, il sanguinario tiranno di Padova.
Crociate, una lettura neorevisionista
Il Corriere della Sera riapre la polemica dell’interpretazione delle Crociate: Geminiello Alvi, sulle sue pagine sostiene che il tentativo di riconquista dei Luoghi Santi da parte della cavalleria europea è stato prima esaltato in maniera agiografica, ma poi screditato da una storiografia revisionista i cui leitmotiv erano anticapitalisti, antioccidentali e terzomondisti. E tuttavia, negli ultimi due decenni, un ulteriore “revisionismo dei revisionismi” ha preso piede, specialmente all’estero, rivalutando il punto di vista cristiano, riducendo fortemente le interpretazioni economiciste delle crociate come avventura pre-coloniale, e, in buona sostanza, rendendo nuovamente ai crociati il loro onore e la loro buona fede, pur senza negare o sminuire le atrocità dell’una e dell’altra parte.
