Fascino del Medioevo tra passato e presente
Un libro intenso, dotto, che certo reca determinanti contributi nell'àmbito degli studi storici, e comunque, non destinato soltanto agli specialisti. Ognuno, infatti, purché non insensibile al richiamo della storia, può scoprirvi le chiavi per una corretta e fruttuosa lettura del passato, specialmente dell'epoca che forse più di ogni altra conserva un fascino davvero singolare, cioè del Medioevo. Capire il Medioevo (Carocci) è appunto il libro a cui ci riferiamo, recente lavoro di Salvatore Tramontana illustre medievista di fama internazionale, a lungo docente universitario a Messina che si aggiunge ai suoi numerosi precedenti saggi e volumi.
San Martino, le pozioni della Certosa
Sarà come fare un viaggio a ritroso nel tempo, immaginando di spostarsi tra alambicchi e storte ribollenti d’ignote sostanze; tra vasi di vetro ingrigito, riempiti di code (presunte) di drago sotto formalina; tra bilance capaci di pesare «scrupoli» (vale circa quattro grammi) di Valeriana e Nardo celtico. Un tuffo nel passato, insomma, quella visita alla Spezieria medievale della Certosa di San Martino - chiusa dal 1800 (con la soppressione dei monasteri), ma che è stato possibile visitare fino agli anni ’80 del secolo scorso - che da ieri riapre i battenti nell’antica sede annessa al Museo.
La poesia sacra del ’200
Ascoli. Dopo gli incontri dedicati alla poesia della Scuola siciliana e a quella comico-realistica , l’iniziativa “Rime e note - La poesia del ’200” approda oggi, alle ore 18 nella Chiesa dei Ss Vincenzo ed Anastasio. Nell’occasione verranno letti testi della poesia religiosa, partendo da Iacopone da Todi per arrivare al Cantico delle Creature di San Francesco.
Gli studenti del «Majorana» a caccia di stemmi araldici
In questo periodo a girare per il centro storico oltre ai turisti con il naso in sù si possono scorgere degli studenti che stanno studiando niente meno che l'araldica. A studiare questa insolita materia sono gli allievi del Perito Turistico «Majorana» di Piazza Armerina. si tratta della formulazione di un progetto che prevede un percorso storico tra le famiglie nobiliari della città e la loro cosiddetta Arma gentilizia ovvero lo stemma araldico.
