| Costruita in memoria di San Galgano, la suggestiva abbazia gotica di Montesiepi (Chiusdino), vicino Siena, ancora preserva la spada nella roccia in una piccola cappella romanica su una collina sovrastante. Solamente l'elsa ed alcuni centimetri della lama sporgono dalla roccia nella figura di una croce. Quella spada è stata considerata falsa per molti anni, ma una ricerca cronologica, effettuata nel 2001 da Luigi Garlaschelli, scienziato ricercatore dell'Università di Pavia, ha dimostrato le sue origini medievali, perché la composizione del metallo non mostra l'uso di leghe moderne e lo stile è compatibile con quello di una spada del XII secolo. Galgano Guidotti è stato definito un cavaliere arrogante e lussurioso che si ritirò in una grotta e divenne un eremita dopo avere avuto una visione dell'Arcangelo Michele. Leggenda vuole che Galgano fu convinto da sua madre ad incontrarsi con la sua ex bella fidanzata; ma sulla via del ritorno a casa, Galgano fu scaraventato a terra dal suo cavallo, mentre passava vicino a Montesiepi, una collina vicino a Chiusdino. Là, un'altra visione lo invitò ad abbandonare le cose materiali della vita. Galgano obiettò che sarebbe stato difficile come spaccare una roccia con una spada. Lui colpì una grande pietra arenaria con la sua spada per dimostrare la sua affermazione, ma la spada, invece di spezzarsi, la penetrò come se fosse burro. Si ritirò in eremitaggio in prossimità della spada, adorandone la sua forma di croce, e vi restò fino alla morte nel 1181. |
| Per chi si trova in Calabria o sta per raggiungere l'antica Enotria consigliamo, in provincia di Crotone, di visitare Le Castella, fortezza costruita da Annibale sita nell'omonima località ad Isola capo Rizzuto, nota al grande pubblico per aver ospitato Vittorio Gassman, nel film Brancaleone alle crociate. Partendo da Le Castella, in direzione Crotone, a circa 17 chilometri dal capoluogo si può visitare Santa Severina uno dei borghi più belli d'Italia, citato per la prima volta come "Siberine" dal geografo greco Ecateo di Mileto (560-490 a.C.). In cima alla collina come guardiano della Valle del Neto e dell'intero marchesato di Crotone svetta un castello completamente restaurato costruito per volere dei Carrafa. I Bizantini avevano fatto di S.Severina una delle due sedi metropolitane della Calabria, l'altra era Reggio Calabria. Il castello oggi è uno dei più bei musei d'Italia, chiese bizantine, necropoli, sotterranei, cripte, sale nobiliari con affreschi stupendi. Per gli intenditori è facile distinguere le successioni dei vari tipi di merli nel cosiddetto "muro della memoria". In questo castello si sono succeduti sette regni, e le varie fortificazioni erette nel corso degli anni raccontano di guerre combattute a cavallo e poi, "modernizzando" le tecniche militari con l'utilizzo di nuove armi, di assedi con i cannoni. Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli e i Carrafa del regno di Napoli vissero in questo castello e dominarono le popolazioni del crotonese. |