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| San Michele degli Scalzi |
| Nell'ambito della manifestazione Culturianoci, sabato 2 settembre 2006 alle ore 17,00, presso la Rotonda della Pasticceria "Lilli IN" in Viale delle Piagge a Pisa, si terrà la conferenza "La chiesa di San Michele degli Scalzi: storia e curiosità" a cura di Sergio Costanzo, responsabile per la Toscana dell'Associazione Culturale Italia Medievale, Introduce Titina Maccioni, Presidente Circoscrizione n. 5. La chiesa di San Michele degli Scalzi sorge in una zona di Pisa detta Orticaria, sulla riva destra dell'Arno. È originaria del XII secolo, ma nel luogo dove è edificata si conosceva l'esistenza di una chiesa sin dal 1025. Si tratta di una struttura con pianta basilicale, un tetto a capanna e una facciata a tre ingressi. È affiancata a sud da un campanile costruito in laterizio su una base di pietra, caratterizzato per la forte pendenza. Numerosi elementi di questa chiesa la riconducono all'architettura romanico-pisana del Duomo: l'impiego del marmo e la divisione in cinque arcate, poggianti su semicolonne, della facciata. |
| Canossa 1077: il perdono |
| La seconda metà dell’anno mille rappresenta il momento cruciale che consegna Canossa ed il suo territorio all’immortalità storica. Correva infatti il 28 Gennaio 1077 quando, grazie alla mediazione della contessa Matilde, all’interno delle mura dell’imponente maniero di Canossa, le due grandi potenze dominatrici del momento storico rappresentate da Papa Gregorio VII, depositario del potere spirituale, e dall’Imperatore Enrico IV, depositario del potere temporale, giungevano ad un compromesso politico universalmente noto come “il perdono di Canossa”. Un momento cruciale, che ogni anno rivive nella tradizione popolare locale, la prima domenica di Settembre, in occasione dell’antica fiera, attraverso una grande rappresentazione scenica. Uno straordinario momento d’incontro di tutte “le genti” di Canossa, provenienti dalle varie contrade, che si raccolgono nel capoluogo Ciano, rigorosamente in costume medievale, per realizzare un imponente corteo ed animare, tra musica e balli, prove di forza, tiro con l’arco, giochi di bandiere e duelli a cavallo, la rappresentazione del memorabile perdono. Protagonista, oggi come allora, Matilde, la grande contessa, calata nelle vesti di un personaggio famoso dello spettacolo, a riproporre la sua “fama eterna”. Al suo fianco Papa Gregorio VII coi suoi cardinali, l’Imperatore Enrico IV, vestito di un semplice saio, l’abate Ugo di Cluny ed il fedele Arduino della Palude, sapiente dignitario e coraggioso uomo d’arme, da sempre vicino alla nobile contessa. La XVI Rievocazione Storica Canossiana avrà luogo a Canossa domenica 3 settembre 2006 a partire dalle ore 16,30. |
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| Nascosto nel castello dei Windsor il segreto della «tavola rotonda» |
| C'è il fermento, nel cortile di sua maestà. Chissà se tutto quell'andirivieni di archeologi con pala e piccone, polveri d'epoca ed elmetti antinfortuni ha guastato il tè della regina. Forse no, perché le voci che si rincorrono da un corridoio all'altro del grande palazzo di Windsor lasciano trapelare un nome antico e leggendario: Artù, nientemeno. Si dice che una nuova, straordinaria, scoperta sia stata effettuata nel bel mezzo del palazzo regale, con tanto di televisione al seguito e commentatore che ha potuto descrivere passo passo l'evento. Dopotutto è la prima volta che si possono eseguire simili scavi nelle residenze di sua maestà e la contrattazione su tempi e modi - e probabilmente diritti d'immagine - deve essere durata mesi. Il che merita un bell'annuncio secondo cui il castello di Windsor avrebbe svelato un edificio connesso con il mito di re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda. Tanta agitazione per molto meno, in verità: a leggere con calma le dichiarazioni degli scopritori, a emergere è stata una costruzione rotondeggiante voluta da re Edoardo III nel XIV secolo per alloggiare degnamente i 300 cavalieri che costituivano il Garter, ovvero il celebre Ordine della Giarrettiera, fondato in pieno Trecento (1347) e corredato dal motto Honni soit qui mal y pense. Insomma la scoperta di questi giorni è senz'altro interessante ma solo per gli studi relativi a un'epoca tardomedievale che amava rifarsi all'antico e nutrirsi di immagini e miti arturiani. |
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| I resti di Eloisa e Abelardo torneranno a Parigi |
| Troveranno pace? Chissà; di sicuro, dopo secoli, le reliquie dei due amanti eterni Eloisa e Abelardo saranno accolte negli Archivi nazionali di Francia per una sepoltura simbolica. Presto i frammenti dei resti a loro attribuiti, racchiusi in un cofanetto di legno pregiato intarsiato di fili d’oro, con il coperchio di marocchino rosso e un sigillo neogotico, torneranno infatti ai francesi. Un collezionista, che vuole mantenere l’anonimato, ha deciso - riferisce il settimanale francese ‘Point de vue’ - di restituire il prezioso reliquiario per metterlo a disposizione di tutti. Un’iniziativa che suona anche come una sorta di riabilitazione di Abelardo, condannato come eretico per le sue idee innovatrici e anticonformiste. |
