MedioEvo

Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata da Maurizio Calì per i soci della Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Per leggere gli articoli in versione integrale clicca sul titolo. Utilizza la funzione "commenti" in fondo ai post per lasciare le tue osservazioni. Sempre meno quotidiani consentono la lettura gratuita online e ciò rende più difficile offrire una completa panoramica degli eventi medievali. Adesso più che mai se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
mercoledì, 01 novembre 2006

Dal '200 a oggi, la storia è scivolata sull'acqua
Il primo corpo dell’opera era un canale di irrigazione per portare acqua ai campi subito fuori dalle mura. Oggi si torna a navigare. «Vive, naturali, eccellenti, da bere, limpide, salubri e così abbondanti che in ogni casa, appena decente, si trova una fonte di acqua viva chiamata pozzo […] fonti d’acque limpidissime e in alcuni luoghi così gelide che, se d’estate vi si pongono bottiglie di vino a rinfrescare, i recipienti di vetro si rompono per effetto del freddo, a meno che non vengano ritirati in tempo». Così descrive le acque dei navigli milanesi Bonvesin de la Riva. Il noto frate degli Umiliati, famoso per i molti componimenti in lingua milanese e per il libro «De magnialibus Mediolani», una guida che descrive la vita di Milano nel Medioevo, nacque proprio sulla sponda del naviglio Grande (da cui il cognome de la Riva) nel 1288. Quindi, almeno un naviglio, il più grande, esisteva già nel Medioevo. In realtà la prima fonte scritta a nominare un corso d’acqua extra portam Ticinensis risale al 1209.
Le navi del ‘400? Panciute e con alte fiancate
Nascere a Genova nel 1451 significava immergersi già da piccoli in un mondo di mercanti, commercianti e, soprattutto, marinai. Quando Cristoforo Colombo fronteggiò, per poi ‘dominare’, per la prima volta una nave aveva circa quattordici anni. L’arte della navigazione aveva, a sua volta, in quel momento, a Genova circa cinque secoli di esperienza e tradizione alle spalle. “Fino alla fine del Duecento”, spiega l’esperta di navigazione Luciana Gatti della sezione di Genova dell’Istituto di storia dell’Europa mediterranea (Isem) del Cnr, “rispetto alla Venezia delle galee, Genova si caratterizzò per l’uso di grandi velieri con due alberi a vele ‘latine’ (triangolari), per un traffico orientato più verso il trasporto di merci pesanti che di prodotti di lusso. Poche grosse navi collegavano regolarmente gli scali del levante mediterraneo ai grandi porti dell’Occidente medievale: Malaga, Cadice, Bruges, Sothampton.
postato da: italiamedievale alle ore 07:35 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: medioevo, medievale

Commenti
#1   01 Novembre 2006 - 16:02
 
Ciao Maurizio.
Non so se questa tecnica e strategia urbanistica riguardi o meno Livorno, ma ricordo in un servizio di "Bellitalia" Rai 3 di aver visto qualcosa di simile.
Buon 1 Novembre!
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