MedioEvo

Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata da Maurizio Calì per i soci della Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Per leggere gli articoli in versione integrale clicca sul titolo. Utilizza la funzione "commenti" in fondo ai post per lasciare le tue osservazioni. Sempre meno quotidiani consentono la lettura gratuita online e ciò rende più difficile offrire una completa panoramica degli eventi medievali. Adesso più che mai se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
venerdì, 08 febbraio 2008

Il mistero dei Templari
Si apre all'insegna della storia la nuova rassegna d'incontri culturali, organizzata dal Cenacolo degli scrittori bassanesi presieduto da Chiara Ferronato: i nove appuntamenti messi a calendario inizieranno venerdi 8 febbraio 2008 con l'intervento della studiosa Antonella Roversi Monaco. La sua cultura storica porterà il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo, per proporre una riflessione sull'antico ordine dei Templari. Ore 18.00 alla Galleria Incontri Scrimin. Bassano del Grappa, in via Vendramini 46/a. Ingresso libero.
Restauro dell'Arca del Santo
Basilica di Sant’Antonio, Padova
INVITO
Conferenza Stampa di annuncio dell’avvio dell’intervento di restauro sull’Arca di Sant’Antonio deciso dalla Veneranda Arca del Santo
mercoledì 13 febbraio 2008, alle ore 12 presso lo Studio Teologico Basilica del Santo (accesso dal Chiostro della Magnolia).
L’intervento, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e da Venetian Heritage, riguarderà l’intera Cappella dell’Arca del Santo, “cuore” della Basilica, il luogo più venerato e amato dai milioni di pellegrini che si recano incessantemente alla tomba di S. Antonio. La Cappella racchiude tesori artistici di straordinario valore tra i quali il grandioso ciclo degli altorilievi del Sansovino, dei Lombardo e di altri maestri del Cinquecento  che tramanda o la Vestizione di Sant’Antonio e otto Miracoli del Santo. Questo altorilievi versano in uno stato di conservazione fortemente critica per la massiccia presenza di umidità che si infiltra nei preziosi marmi, con seri rischi di distacco e di frattura oltre ad essere aggredito dal deposito di polveri, fumi di candele e di incenso e dagli effetti del contatto degli oltre quattro milioni di pellegrini che, ogni anno, si recano nella Cappella per rendere omaggio al “Santo dei Miracoli”. Si tratterà di un intervento non solo di superficie ma anche di struttura. La Cappella, rivolta a nord, ha avuto problemi di conservazione sin dal Trecento, tanto da richiederne, appunto in epoca cinquecentesca, il totale rinnovamento con la sostituzione delle originali decorazioni “a fresco” con marmi e bronzi. Questi hanno retto per cinque secoli ma oggi mostrano urgenti necessità di cure. Di qui il progetto di restauro che partirà dalle strutture murarie, risanandole definitivamente, per passare poi agli altorilievi, all’Altare  e, infine, al cuore sacro della Basilica, ovvero all’Arca in cui sono conservati i resti mortali di Sant’Antonio. Ciò richiederà anche la traslazione temporanea delle spoglie del Santo, secondo modalità che saranno illustrate nel corso della Conferenza Stampa.
All’incontro interverranno: Padre Enzo Poiana, Rettore della Basilica del Santo, Gianni Berno, Presidente Capo della Veneranda Arca di S. Antonio, Antonio Finotti, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Lesa Marcello, Vice Presidente di Venetian Heritage, Leopoldo Saracini Presidente della Veneranda Arca di S. Antonio e il professor Lamberto Briseghella Direttore Lavori progetto restauro Cappella Arca del Santo. Seguirà una visita alla Cappella dell’Arca.
VII centenario della morte di Giacomo da Viterbo
Discendente forse della nobile famiglia Capocci, Giacomo nacque a Viterbo intorno al 1255, ma non si hanno notizie certe dei suoi anni giovanili. Abbracciata ben presto la vita religiosa, entrò nel 1272 tra gli Eremitani di Sant’Agostino, di cui vestì l’abito nel convento viterbese della SS. Trinità, tutt’ora centro di vita e di spiritualità agostiniana.
Considerato uno dei maggiori teologi scolastici, per l’acume del suo ingegno, meritò il titolo di Doctor speculativus. La sua fama è legata soprattutto al De Regimine christiano, opera scritta nel 1301-1302 in occasione della lotta tra il Papa Bonifacio VIII e il Re di Francia Filippo il Bello, e che può essere considerato uno dei primi e più significativi trattati medievali sul Governo della Cristianità e l’ordinamento gerarchico dei poteri della Chiesa.
La ricorrenza, quest’anno, del VII centenario della sua morte, sarà un’ occasione privilegiata per ricordare degnamente il grande pensatore agostiniano, soprattutto nella Città che gli ha dato i natali.
Sono già in atto contatti tra la diocesi di Viterbo e l’ordine Agostiniano per approntare un programma comune, che prevede, tra l’altro, un convegno ed una pubblicazione.
postato da: italiamedievale alle ore 08:21 | link | commenti | commenti
categorie: templari, medioevo, medievale, antonio da padova
mercoledì, 07 giugno 2006

I Saraceni nelle Alpi Mito e storia di un’invasione dimenticata
Le invasioni dei Saraceni, che nel IX-X secolo interessarono gran parte del litorale della Liguria e della Provenza e il Piemonte, sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo, determinando spesso la formazione di tradizioni e credenze in cui l’effettiva dimensione dei fatti storici risulta alterata. La moderna storiografia ha in parte ridimensionato l’entità degli eventi, assegnando ad essi una collocazione più precisa, staccata dall’enfasi degli studiosi romantici. Una storia che spesso lascia il posto al mito, come evidenziano Claudia Bocca e Massimo Centini nel bellissimo libro “Saraceni nelle Alpi. Storia, miti e tradizioni di una invasione medievale nelle regioni alpine occidentali”, recentemente ristampato dalla prestigiosa casa editrice piemontese Priuli & Verlucca. Il volume, davvero un punto di riferimento sulla questione, riesce infatti a “fare il punto” sulle invasioni saracene, proponendone una ricostruzione storica basata sulle fonti originali (tutte presentate in traduzione) e calibrata con le acquisizioni della più recente storiografia.
Dopo Padre Pio, Antonio: il santo guerriero nelle sale
Il 9 giugno 2006 arriva nelle sale Antonio, guerriero di Dio il primo film sul grande schermo dedicato alla figura di Sant'Antonio da Padova. La pellicola, diretta da Antonello Belluco, vanta un cast d'eccezione con il noto attore spagnolo Jordi Mollà nel ruolo del protagonista, Paolo De Vita nei panni di Folco, l'altro personaggio chiave della vicenda, e con la partecipazione di Mattia Sbragia e Arnoldo Foà. Il film rappresenta un'occasione per rileggere la complessa spiritualità del santo fra i più venerati dagli italiani. Portoghese di nobile stirpe, Antonio era destinato alle armi, ma scelse la cultura tanto che divenne noto in tutta l'Europa medievale per la sua erudizione. Poi da rispettato dottore della chiesa, si farà umile predicatore francescano e tuonerà contro gli usurai e il malcostume dei vescovi del suo tempo. «Antonio - afferma il regista Antonello Belluco - non è un santo di facile comprensione che si è scarificato per qualcuno o ha fatto edificare qualcosa. Viene dalla nobiltà e rinuncerà a tutto per amore di Dio. Vuole stare in mezzo al popolo e infondere forza e speranza. Attacca i tiranni e non risparmierà nemmeno la corruzione della Chiesa».
postato da: italiamedievale alle ore 07:50 | link | commenti | commenti
categorie: medioevo, medievale, antonio da padova



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