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| Il Medioevo rivive nei giardini della Rocca Borromeo di Angera |
| "Il Paradiso in terra. I giardini medioevali alla Rocca Borromeo di Angera" è una mostra, ma anche molto di più. Negli intenti dei Principi Borromeo l’iniziativa, che sarà inaugurata il 21 giugno 2007, segna l’avvio di una graduale trasformazione della Rocca Borromeo di Angera, sul Lago Maggiore, in un "centro d’interpretazione" sul Medioevo, rivolto sino al 19 ottobre agli appassionati, alle famiglie e al pubblico scolastico. La regia di questa trasformazione della magnifica Rocca Borromeo in un innovativo "parco tematico" sul Medioevo, operazione sino ad oggi senza confronti in Italia, è stata affidata dalla Principessa Bona Borromeo ad una equipe formata da Daniele Jalla, storico e museologo, e dagli architetti Luisella Italia e Massimo Venegoni dello studio Dedalo di Torino, esperti in progettazione museografica, affiancati per l’occasione dallo storico Mauro Ambrosoli e dall’iconografa Lucia Impelluso. All’interno della Rocca Borromeo, negli imponenti ambienti dell’Ala Scaligera, una mostra scenografica e coinvolgente illustrerà il tema, evocando ciò che documenti ed immagini descrivono nelle diverse sezioni della mostra. Sulla base di testi medioevali, Mauro Ambrosoli, esperto tra i massimi di storia dell’agricoltura, ha individuato tre principali tipologie di giardini. Il titolo della mostra fa riferimento alla metafora di "amore e religione" dove il Paradiso Terrestre è descritto come "locus amoenus", ovvero luogo associato all’amore: amoenus deriva infatti da amor. Il percorso espositivo nelle Sale Scaligere rimanda alle immagini dei manoscritti miniati del Roman de la Rose (giardino maschile) e della Citè des Dames (giardino femminile), ai ragazzi e poi alle ragazze del Decameron, ai testi di Pier de’ Crescenti sui lavori agricoli destinati ai maschi e a quelli, non pochi, riservati alle donne, alle piante maschili e a quelle femminili. |
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| Tradizioni celtiche e Medioevo a Bologna |
| Metti a suonare un “Piper”, un suonatore di cornamusa scozzese (Domenico Saccucci) e un suonatore di arpa celtica (Duccio Lombardi) in cima alla terrazza panoramica della seconda torre più alta di Bologna (60 metri), la Torre Prendiparte (via Sant’Alò 7), mentre si degusta birra originale irlandese Guiness (poco alcolica e appena spillata), ed eccoti servite le “Tradizioni celtiche nel Medioevo di Bologna”. Organizzato da Giovanardi Hospitality in collaborazione con “I Locali della Notte”, il sindacato degli esercizi pubblici notturni aderente alla Confesercenti di Bologna, e all’Irish Pub Celtic Druid di Massimo Zucchini, questo modo insolito di scoprire le bellezze artistiche e monumentali della nostra città è stato presentato nel corso di una conferenza stampa svoltasi al dodicesimo piano della Torre Prendiparte, al termine di una visita guidata tenuta in costume medievale da Sophie Menini, operatrice delle Guide d’Arte Confesercenti, mentre su Bologna infuriava un tremendo temporale. Il tour culturale, musicale e di degustazione sarà riproposto per i turisti e per tutti i bolognesi in altre sei serate di due turni ciascuna (alla 20 e alle 22) del 14, 20 e 28 giugno e del 5, 9 e 19 luglio 2007 (informazioni e prenotazione obbligatoria allo 051.389204, ingresso 20 euro). |
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| Convegno sul più grande epistolario d'amore |
| Le Epistolae duorum amantium sono davvero delle lettere tra il maestro Abelardo e la sua allieva Eloisa? Specialisti del metodo informatico, filosofi e l'editore francese del testo Sylvain Piron, mercoledì 28 marzo 2007 a partire dalle ore 14.00, si incontreranno presso l'aula 9 della Facolta' di Lettere e Filosofia di Arezzo, per approfondire gli elementi di discussione e formulare ipotesi di lavoro e standard statistici per l'analisi informatica del latino. Interverranno anche Carlos Pe'rez Gonza'lez dell'Universidad de Burgos, Re'ka Forrai della Central European University Budapest, Guido Milanese dell'Universita' Cattolica di Milano, Francesco Stella e Irene Zavattero dell'Universita' di Siena. Si tratta del piu' grande epistolario d'amore dell'eta' antica e medievale, scoperto in un codice di Troyes e pubblicato nel 1974 da Ewald Konsgen. Nel 1999 Constant Mews, storico della filosofia all'Universita' di Melbourne, sostenne in un libro che le Epistolae duorum amantium fossero quelle scambiate da Abelardo, maestro di dialettica e teologia del XII secolo, con la sua allieva Eloisa, una delle piu' grandi scrittrici del medioevo, nei primi anni della loro relazione. Sulla questione sonointervenuti filosofi, filologi e storici e negli ultimi anni il testo ha avuto due traduzioni italiane, una francese e una inglese. Recentemente, si e' tentato di individuare elementi di prova attraverso l'analisi e la statistica linguistica dei testi, realizzate con strumenti informatici. |
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| "Il signore della paura" l'ultimo libro di Franco Cardini |
| Giovedì 29 marzo 2007, alle ore 17.30, a palazzo Balì in via Cavour, si svolgerà la presentazione del libro "Il Signore della paura" di Franco Cardini, organizzata dalla Provincia di Pistoia, aperta al pubblico. Interverranno con l'autore, il Presidente della Provincia Gianfranco Venturi, Renato Risaliti dell'Università di Firenze, Simonetta Bartolini giornalista Rai 2, Alessandro Bedini giornalista. Presiede l'incontro l'Assessore provinciale al turismo Nicola Risaliti. Nell'occasione Franco Cardini presenterà la rivista "La porta d'oriente". "Il signore della paura", in libreria dal 27 marzo (collana Omnibus Mondatori), è un travolgente romanzo storico tra il Mediterraneo e l'Asia profonda, ai primi del Quattrocento. Da una Firenze ancora di pietra e di ferro, con i suoi cavalieri e le sue vendette, ma già attraversata dalla brezza gentile del primo risveglio umanistico, da una Segovia dove cristiani e mori si incontrano, da una Gerusalemme in mano ai mussulmani ma segnata dalla presenza dei confratelli di Francesco d'Assisi, tre misteriosi messaggeri partono contemporaneamente, tutti diretti verso il Centro del Mondo, la "Dimora dell'Albero Secco", la Samarcanda di Tamerlano. |
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| A Fondi riappare San Benedetto |
| E’ tornato alla luce, nel transetto e nell’abside della chiesa inferiore dell’Abbazia di San Magno a Fondi, un importante ciclo di affreschi, del quale la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico del Lazio, diretta da Rossella Vodret, ha iniziato i restauri di pronto intervento. I dipinti, appartenenti alla fase medievale del complesso, sono databili all’inizio del XII secolo; due vivide scene di vita monastica sono perfettamente leggibili: nella prima è identificabile San Benedetto grazie ad una iscrizione “ Benedictus” al lato della figura del santo benedicente. Nella seconda composizione lo stesso personaggio compare insieme ad una figura femminile nella quale si può identificare Santa Scolastica. Liberato il registro inferiore dallo scialbo di calce, è apparsa una serie di monaci inseriti in motivi decorativi a medaglione. La stessa decorazione, nell’affresco superstite della struttura muraria dell’abside, incornicia volti di santi.Come ha sottolineato lo storico dell’arte Franco Rossi, il restauro è in corso è importante non solo per il complesso monastico interessato, ma anche per l’opera di valorizzazione del territorio laziale. Si prevede che, a restauro ultimato, più discipline potranno attingere importanti informazioni da questi dipinti circa la vita monastica benedettina, con stretto riferimento al piccolo centro urbano in provincia di Latina. |
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| L’archeologia medievale tra ricerca e didattica: un progetto dell’Ecomuseo del Casentino |
| Il prossimo sabato 31 marzo 2007 si terrà, presso la sede della Comunità Montana del Casentino, la presentazione ufficiale dei risultati dell'esperienza progettuale promossa dalla Comunità Montana “Archeologia medievale tra ricerca e didattica”. Parteciperanno ai lavori della giornata Roberto Mariottini Presidente della Comunità Montana del Casentino, Sandro Sassoli Ass. alla Cultura della C. Montana del Casentino, Paolo Renzetti Sindaco del Comune di Castel San Niccolò, Domenico Massaro Preside del Liceo Scientifico G. Galileo di Poppi, il Prof. Guido Vannini della Cattedra di Archeologia Medievale - Università degli Studi di Firenze e ovviamente gli Studenti del Liceo Scientifico partecipanti al laboratorio di archeologia medievale. “L’Archeologia medievale tra ricerca e didattica” è stato elaborato, nell’ambito delle attività dell’Ecomuseo con il Prof. Guido Vannini nell’ambito del ‘Progetto Strategico di Ateneo’ per l’archeologia medievale dedicato allo studio delle strutture materiali della Signoria territoriale nella società feudale mediterranea fra Romagna Toscana e Casentino, dedicata alla famiglia dei conti Guidi. |
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| Una figura sospesa tra Oriente e Occidente, Reggio celebra Barlaam |
| Barlaam: ricordato dai libri di letteratura italiana come il maestro di Petrarca, celebrato da Roberto Benigni nel suo recente tour a Reggio Calabria come il padre dell'umanesimo e dimenticato dalla regione che gli ha dato i natali. A meno che non ci si fermi un giorno in un angolo di Reggio a ricostruire i contorni di una figura sospesa tra occidente ed oriente, tra quel che restava della civiltà classica nell'Italia del tardo medioevo e il mondo bizantino. Questo l'intento del convegno organizzato dall'associazione "Amici del Volta", svoltosi nella cornice del cineteatro Odeon, riempito fino all'ultima poltrona dagli studenti. Barlaam incarna quella cultura mista, greca e latina, che è propria della Calabria. In questo senso, secondo Mariano Battaglia, vicesindaco di Seminara, borgo in cui l'umanista è nato, l'iniziativa di ieri è un esempio "per tutte le scuole, affichè permettano ai giovani di conoscere il passato del nostro territorio, la cui divulgazione è la base per un nuovo tipo di turismo". Noto per la polemica contro i metodi ascetici e mistici di alcuni monaci dell'Athose, Barlaam viene sconfessato dal patriarca bizantino nel 1341, ed aderisce in seguito alla Chiesa apostolica romana. |
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| lL tesoro nascosto della Regula Benedicti |
| In occasione dell’80° compleanno dell’Abate Emerito Dr. Georg Holzherr, osb del monastero di Einsiedeln in Svizzera, la Facoltà di Teologia in collaborazione con l'Isituto Monastico hanno organizzato una lezione dal titolo: “Il tesoro nascosto della Regula Benedicti”, presieduta dal Dr. Holzher, rinomato per la sua ormai classica edizione della Regula Benedicti. Nel 2005, l’abate emerito, ha pubblicato la 6a edizione della Regola con annotazioni e commentario aggiornato. Come Abate legge ed interpreta la Regola del nostro Padre fondatore in maniera scientifica e allo stesso tempo con grandissima esperienza di responsabilità. La lezione è prevista per il 24 gennaio 2007 alle ore 17.15 presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo (Piazza dei Cavalieri di Malta, 5 - Roma). |
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| 25 dicembre 800: l'incoronazione di Carlo Magno |
| È la mattina di Natale dell’anno 800: Carlo Magno avanza in San Pietro e china la testa davanti al pontefice Leone III per ricevere dalle sue mani la corona imperiale. È un evento senza precedenti: è l’atto di nascita di uno spazio geopolitico occidentale che al di là delle vicissitudini della corona imperiale continua ancora oggi a costituire l’orizzonte predominante della storia europea. L’incoronazione di Carlo Magno non ha lo scopo di risuscitare l’impero romano, ma celebra sotto un nome antico un potere nuovo, il cui ambito d’azione è un’Europa completamente ridisegnata rispetto a quella dei Romani. Il nuovo sovrano regna su un impero che ha perduto il Mediterraneo e in compenso si è aperto verso il Nord; un impero che si estende da Barcellona a Budapest, da Amburgo a Benevento, un impero continentale e atlantico che assomiglia all’Occidente moderno assai più che all’impero dei Cesari. Non solo. Quel giorno dell’anno 800 è una data memorabile nella storia di Roma. La scelta di Leone III di chiamare Carlo Magno e di unire per sempre la Chiesa romana al nuovo impero occidentale sancisce definitivamente la vocazione europea della metropoli: le sorti della Città Eterna sono ormai legate a quelle dell’Occidente. Domenica 10 dicembre 2006, Sala Sinopoli, ore 11, Fondazione Musica per Roma, Editori Laterza presentano: Alessandro Barbero "25 dicembre 800: l'incoronazione di Carlo Magno" Biglietti: Ingresso gratuito previo ritiro biglietti presso la biglietteria centrale dell’Auditorium a partire dalle ore 10 fino ad esaurimento posti disponibili. Sarà possibile ritirare solo un biglietto a perrsona. Info: tel. 06 80.241.281 |
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| Subiaco, lo scrittore presenta il suo libro |
| Sabato 8 dicembre 2006 al monastero di Santa Scolastica con un bel libro. Andrea Pamparana, vicedirettore del Tg5 e scrittore, terrà nel pomeriggio, introdotto dall’abate padre Meocci, l’ultimo degli incontri per presentare il suo «Benedetto padre di molti popoli» edito da Ancora. È la narrazione della vita del santo di Norcia sulla base del testo di San Gregorio. Un percorso di spiritualità e, sullo sfondo, l’affresco del tempo, in cui spiccano le dispute tra Bisanzio e Roma. Un accumularsi di suggestione su suggestione, uno stratificarsi di messaggi se solo si pensa al recente viaggio di Benedetto XVI in Turchia, alle sue parole di ieri, nell’udienza generale: «Ringrazio la Provvidenza per quei minuti di raccoglimento nella Moschea Blu, dove ho pregato il Padre di tutte le creature». Pamparana, perché Subiaco come ultima tappa di un viaggio cominciato a marzo scorso a Roma, nell’Università Lateranense? «Perché è il luogo più benedettino che ci sia, quello in cui Benedetto ha lasciato il suo cuore quando decise di dedicarsi agli altri. Montecassino è il luogo della Regola, il Sacro Speco quello dell’ascolto. E se Montecassino è pure un monito sugli orrori della storia, con le pietre dell’abbazia distrutta dalla guerra che ora sono simbolo della diaspora, Subiaco conserva il fascino della nascita dell’Ordine. Raddoppiato a valle, nel cenobio di Santa Scolastica». |
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| L'Ensemble Micrologus in concerto a Catania |
| Martedì 12 dicembre 2006 - ore 21:15 - Auditorium - Palazzo Biscari (CT), l'Associazione Musicale Etnea presenta l'Ensemble Micrologus in concerto Medioevo: musica e teatro Un capolavoro di teatro con musica composto dal maestro troviere Adam de La Halle intorno il 1284 per la corte napoletana di Carlo d'Angiò, il re che nei suoi territori aveva introdotto il gusto per l'arte e la musica francese. Fondato nel 1984 e specializzato nella musica antica, l'Ensemble Micrologus ha tenuto concerti in Italia e all'estero (Giappone, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria) registrando per varie emittenti radiofoniche e televisive europee e giapponesi. Il gruppo ha realizzato diverse opere discografiche, ottenendo importanti riconoscimenti e premi internazionali. Micrologus ha inoltre partecipato alla produzione delle colonne sonore di film tra i quali "Mediterraneo" di Gabriele Salvatores, premio Oscar 1991. |
| Castello Formigine: conclusi gli scavi dei fossati esterni |
| La riapertura dell’area antistante le mura del castello rappresenta l’occasione per fare il punto sullo stato dei lavori soprattutto per quanto riguarda l’ambizioso progetto portato avanti dall’Amministrazione comunale in questi mesi per il recupero dei fossati. L’intervento, quasi interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è finalizzato a restituire alla rocca la monumentalità che gli deriva dall’essere un complesso eretto a funzioni prettamente difensive. Come da qualche giorno è possibile vedere, i fossati esterni al castello hanno ridonato quell’aspetto suggestivo tipico di un’architettura militare di epoca medievale, aspetto che assumerà ancora più vigore quando l’intervento sarà apprezzabile nella sua interezza. Ma è all’interno della cinta muraria che si stanno svolgendo gli interventi più significativi. Il ripristino del fossato interno infatti, valorizza dal punto di vista scientifico l’intera operazione poiché restituisce pienamente al castello la sua configurazione architettonica originale. I lavori, iniziati a giugno, sono terminati in anticipo rispetto al programma e questa ha consentito all’Amministrazione comunale di restituire alla cittadinanza, in occasione delle festività natalizie, non solo la percezione visiva del monumento simbolo di Formigine, ma anche la fruibilità delle aree circostanti. |
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| A Quattro Castella corteo storico medievale |
| Quattro Castella si prepara a rivivere le atmosfere e le suggestioni medievali del corteo storico con un’edizione che si presenta completamente rinnovata rispetto al passato. Più azione e spettacolo, per un corteo non più ‘ingessato’ nel campo di gara allestito nel vecchio campo sportivo, ma itinerante per le vie e le piazze del centro castellese. Dopo 50 anni e 40 edizioni, quindi, il Comune e il Comitato organizzatore delle manifestazioni matildiche decidono di imprimere una svolta radicale alla manifestazione storica più importante dell’Emilia che per mezzo secolo ha richiamato nella cittadina castellese centinaia di migliaia di visitatori. Quella del 2006, la 41esima edizione, sarà quindi una versione del Corteo Matildico nuova, inedita e piena di colpi di scena. Tante le novità in cantiere promosse con l’intento di rinnovare una manifestazione che, nonostante il costante successo negli anni di critica e di pubblico, necessitava ormai di un deciso restyling mirato al coinvolgimento nell’iniziativa di tutta la comunità castellese e anche delle frazioni del territorio di Quattro Castella. Per un intero fine settimana (27 e 28 maggio 2006) a Quattro Castella, cittadina di 12.000 abitanti adagiata sulla prima quinta collinare tra le province di Reggio Emilia e Parma, rivivranno le atmosfere medievali grazie ai protagonisti del corteo, gli oltre 1000 figuranti, tra popolani, musici, giullari, cavalieri, frati, abati, arcieri, nobili e cortigiane, che accompagneranno lo svolgersi delle varie fasi della manifestazione. |
| Riaffiorano le “storie” benedettine |
| La scoperta sembra destinata a riempire un vuoto culturale che si era drammaticamente creato con la distruzione dell’abbazia di Montecassino. Anche se è ancora presto per fare una valutazione definitiva, i dipinti venuti alla luce all’interno dell’abbazia di San Magno a Fondi (Latina) sembrano proprio far parte di un ciclo legato alla storia dei frati benedettini. Forse è proprio l’immagine del santo fondatore dell’ordine monastico quella che si affaccia sulla parete dell’abbazia di San Magno in fase di restauro. Ne erano convinti i tecnici che hanno fatto la scoperta e la conferma è venuta dai primi esperti che hanno potuto visitare il luogo. Gli affreschi, perfettamente conservati da uno strato di sabbia con la quale sicuramente nel XVI secolo erano stati interrati gli ambienti medievali, risalgono alla fine del XII secolo. Per ora sono venute alla luce solo le figure e le scene della parte superiore delle pareti di ponente. A dare una prima datazione del significativo ritrovamento di Fondi è la professoressa Maria Andoloro, preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, una delle massime autorità in fatto di pittura medievale. |
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| 60° Palio di Legnano |
| Nell’830° anniversario della battaglia che vide la vittoria dei Comuni lombardi sulle armate imperiali di Federico I detto il Barbarossa, Legnano vive domenica 28 maggio 2006 la giornata clou delle commemorazioni con il Palio delle contrade. Il programma delle giornata prevede alle 10. 30, in piazza San Magno, la Santa messa sul Carroccio, celebrazione che comprende l’investitura religiosa dei capitani delle contrade, la benedizione dei cavalli e dei fantini che prenderanno parte al Palio nel pomeriggio e il volo dei colombi. Nel pomeriggio, alle 15. 00, il corteo storico partirà dal centro cittadino alla volta del campo sportivo Giovanni Mari, teatro del palio ippico. La sfilata, che vede impegnati oltre mille figuranti, restituisce uno spaccato del mondo medievale coevo alla battaglia di Legnano; gli abiti, gli attrezzi di lavoro, le armature sono rigorose ricostruzioni filologiche vagliate da un’apposita commissione. Il corteo è chiuso dal Carroccio, il carro che i Comuni lombardi elevarono a simbolo di unità e fede e che, dopo la disputa del palio delle contrade, dall’11 al 26 giugno sarà in esposizione nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano. |
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| A Pontida si rievoca il Giuramento della Concordia |
| Iniziano oggii, sabato 27 maggio 2006, alle 14.30 a Pontida con il convegno “Pontida dal passato al futuro” le celebrazioni per la rievocazione storica del Giuramento della Concordia. Il Convegno storico di Pontida, giunto quest’anno alla sesta edizione, sostenuto dall’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia e dal Comune bergamasco si svolge nel Monastero di San Giacomo dell’Ordine Benedettino. Il convegno, tradizionale appuntamento nel panorama scientifico lombardo che vede l’interessata partecipazione di studiosi e cittadini, celebra il ricordo del Giuramento della Concordia che ebbe luogo a Pontida il 7 aprile 1167. Un patto di fedeltà reciproca, suggellato dalle Città lombarde nella lotta contro l’imperatore Federico I detto “Il Barbarossa”, che sancì lo storico riconoscimento politico e istituzionale dei liberi Comuni, esemplare modello di autogoverno politico e sociale, prodromo delle moderne libertà in Europa. Un evento cruciale nella storia medievale, che ha perpetuato e tramandato nel tempo il ricordo di Pontida. |