MedioEvo

Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata da Maurizio Calì per i soci della Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Per leggere gli articoli in versione integrale clicca sul titolo. Utilizza la funzione "commenti" in fondo ai post per lasciare le tue osservazioni. Sempre meno quotidiani consentono la lettura gratuita online e ciò rende più difficile offrire una completa panoramica degli eventi medievali. Adesso più che mai se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
lunedì, 13 agosto 2007

Corteo Storico Medioevale
Il corteo Storico Contrade e Borghi ci porta a far rivivere un periodo storico, di contee, ducati, borghi del periodo medioevale che, anche se considerato buio, ha nascosto in se quel fascino di cavalieri e dame, di leggende e tradizioni. Il Corteo della cittadina di Scurcola, vuole essere il giorno di vigilia alla preparazione dell'artistica Battaglia tra Svevi e Angioini (in fase di studio e preparazione) combattuta nell'anno 1268 nei campi Palentini per il dominio del Regno delle Sicilie. Il progetto Corteo è ambientato, ad una realtà storica più vicina a noi, quel periodo medioevale dal XIII al XIV secolo riportato in uno scenario di Contrade e Borghi, realtà urbanistiche presenti ancor oggi a Scurcola, in una rappresentazione storico-scenografica che va a raccontare e al tempo stesso fa rivivere le usanze, le feste e le emozioni di una memoria storica cavalleresca piena di fascino e leggenda. Il corteo si svolgerà il 21 agosto 2007.
Palio delle Contrade e Corsa del Bigonzo
Il Palio delle Contrade si svolge una volta l'anno ad Agosto e si articola in due fasi: un corteo storico in costume medioevale a cui poi segue la "Corsa del Bigonzo". Le Contrade partecipanti sono sei: oltre alla nostra amatissima Carraiola ci sono: Centro, Castagno, Casenove, Montevirginio e Stigliano. Alla Contrada vincente viene consegnato un drappo serico più le si affida per un anno una bellissima scultura bronzea. Il Palio consiste in una corsa che si sviluppa lungo i 130 metri del corso principale del paese, in leggera ascesa. Ogni equipaggio è formato da 4 Barellieri più una Riserva. La barella (portata a spalla), il bigonzo (in italiano il "tino" incastrato nella barella) non devono avere un peso inferiore ai 45 kg. La festa inizia con la lettura del Bando del Palio e con il Corteo storico composto da circa 200 figuranti (dame e cavalieri in rappresentanza delle sei Contrade) che sfilano indossando preziosi abiti del periodo alto medievale, realizzati dalle mani esperte delle sarte del Paese, e con al seguito i vari gruppi di sbandieratori, tamburini, soldati a cavallo, musici e altri personaggi che ravvivano la lunga sfilata. A Canale Monterrano (RM) il 26 agosto 2007.
La Spada e la Roccia
La presentazione del libro "La spada e la Roccia. San Galgano: la storia, le leggende" di Andrea Conti e Mario Arturo Iannaccone, Sugarco 2007 è prevista per martedì 28 agosto 2007, alle ore 21, a Chiusdino (SI) nella Piazza del Plebiscito (la piazzetta davanti al palazzo comunale). Sono previsti gli interventi della Dott.ssa Luciana Bartaletti, Sindaco di Chiusdino, di don Vito Nicola Albergo, proposto di Chiusdino, del Dott. don Stefano Bimbi, Cancelliere della Curia Arcivescovile di Siena.
postato da: italiamedievale alle ore 08:08 | link | commenti | commenti
categorie: medioevo, medievale, palio, galgano
domenica, 19 novembre 2006

Quella tomba è carica di... misteri
Dal cilindro del Fai salta fuori una giornata di grande interesse dal suggestivo titolo «Dietro le quinte di Palermo. Un giallo di sette secoli fa. I misteri del sarcofago di Federico II». L'appuntamento è fissato per le ore 10,30 di domenica 26 novembre 2006 a Palazzo Reale, con quattro personaggi che faranno rivivere, a loro modo, l'antico mito-mistero. Sulla scena gli studiosi Pasquale Hamel e Aurelio Pes, il giornalista Roberto Alajmo e il medico radiologo Giuseppe Salerno. Il fitto programma è stato presentato da Riccardo Agnello, capo delegazione Fai a Palermo e da Vincenzo Calefati di Canalotti, presidente regionale del Fondo per l'ambiente Italiano. Dice Agnello: «Sarà una mattinata ricca di intrecci storici. Si aprirà con un video dove Giorgio Albertazzi reciterà una poesia federiciana. E si chiuderà con un racconto di Alajmo che darà molto spazio all'ambientazione del tempo. Al centro avremo una serie di interventi storico-scientifici. Il prof. Salerno parlerà della sua esperienza maturata nel novembre 1998 nell'ambito del progetto di 'apertura minimale' del sarcofago di porfido rosso dello Stupor Mundi. Vennero prelevati tessuti organici, che vennero esaminati per ricostruire il codice della vita. E fu in quella occasione che si scoprì una verità inedita: Pietro II d'Aragona non morì per malattia, ma la sua fine sarebbe avvenuta per omicidio. Il prof. Paolo Procaccianti, che faceva parte dell'equipe, sostiene che sia stato un colpo d'arma bianca al ventre a ferirlo e un colpo alla testa a finirlo. Ma c'è anche una tesi del dottor Emanuele Giarrizzo, che verrà rivelata domenica 26 novembre». Dunque, le radiografie effettuate con modernissime attrezzature hanno dato una parziale verità su quella esplorazione del 1998. Si parlerà anche del terzo ospite. Gli storici del tempo tramandarono che si tratterebbe di una principessa sveva, probabilmente di Matilde, figlia di Manfredi. Si è fatto anche il nome della sorella Beatrice. Soltanto lo storico Michele Piazza all'epoca sostenne che accanto a Federico II riposerebbe il duca Guglielmo di Atene, fratello di Pietro d'Aragona. Ma il Dna ha confermato che si tratta di donna. Lo storico settecentesco Rosario Gregorio escluse subito la figura del duca Guglielmo, che fu chiuso nella tomba vestito con abiti dei frati di San Domenico. A questo punto il giallo s'infittisce. Che fine ha fatto il duca di Atene? Nel 1781 le tombe furono rivisitate e lasciate aperte alla mercè di tutti. Intanto, c'è una discordanza di date. Secondo il Gregorio l'apertura avvenne il 7 giugno, l'11 agosto per il Daniele. E pensare che entrambi hanno vissuto quel momento storico. In quell'anno erano in corso lavori all'interno della cattedrale di Palermo e le tombe vennero trasferite da un posto all'altro. Si rivelò invasivo lo scoperchiamento e scomparvero alcuni oggetti, non deteriorabili per la loro natura. I reperti sono ampiamente documentati nelle incisioni fatte dal topografo tenente Manganaro per conto del governo borbonico e sono parte integrante dell'opera attribuita a Francesco Daniele. La tomba, con il suo maestoso baldacchino, è un capolavoro della scultura medievale del sud Italia. E' anche un'importante espressione del pensiero di Federico e del ruolo della cattedrale di Palermo, che volle rendere mausoleo della dinastia sveva. Il monumento è da secoli il punto di riferimento per ricordare un uomo di enorme statura morale, una figura quanto mai attuale in un momento in cui la società va diventando sempre più multietnica, sempre più aperta alla convivenza con razze diverse. E torniamo alla giornata del Fai. Appare una forte provocazione quella di Aurelio Pes di accostare la figura di Guidolin a quella di Federico II. Il tecnico del Palermo è un simpatizzante dello Stupor Mundi, un buon lettore delle vicende dell'Imperatore. Ma come frenare la fantasia di Pes? Soltanto trecento posti disponibili nella sala gialla e occorre munirsi di un biglietto il cui costo è di 10 euro, che serviranno per tutelare maggiormente il patrimonio artistico e naturale della nostra bella Italia. I punti Fai della città sono le librerie Flaccovio, Kalòs, Sellerio e l'agenzia viaggi Travel Caffè.
San Galgano Guidotti e la spada nella roccia
Vi ricordate la leggenda di Artù che divenne Re dopo aver estratto una spada infissa in una roccia? Ebbene la spada nella roccia esiste veramente e non in Gran Bretagna ma qui in Italia, in Toscana, a Chiusdino, dove, in località Montesiepi, un cavaliere, Galgano Guidotti nel XII secolo infisse, dopo una crisi mistica, la sua spada in una roccia. La storia della spada nella roccia esistente in Toscana è talmente affascinante e misteriosa che potrebbe aver persino ispirato il racconto arturiano.
Galgano era figlio dei nobili Guidotto e Dionisia Guidotti. I due coniugi desideravano ardentemente la nascita di un bambino che tardava, però, ad arrivare. La coppia, proprio per vedere esaudito questo desiderio, pensò di chiedere una grazia a San Michele Arcangelo di cui era devota; i coniugi, per questo motivo, si sarebbero recati in pellegrinaggio sino in Puglia sul Gargano, dove c’è ancora oggi un famoso santuario dedicato all’ Arcangelo. Alla coppia nel 1148, effettivamente, nacque un figlio a cui imposero il nome di Galgano quale ricordo del Gargano, luogo sacro del loro pellegrinaggio.
Castello di Piombinara: sabato si presentano gli stages di scavo 2006
Sabato 25 novembre 2006 presso il teatro comunale Vittorio Veneto saranno presentati i risultati delle campagne di “stages di scavo” svoltesi a primavera ed in autunno di quest’anno nel sito del Castello di Piombinara, alle quali hanno partecipato ragazzi ed insegnanti delle scuole superiori del territorio: Liceo scientifico, ITIS Cannizzaro e IPIA di Colleferro, Liceo Classico di Segni e di Anagni. Questa esperienza, iniziata nel 2004 e oramai consolidata, ha visto quest’anno la presenza di circa 200 ragazzi ed insegnanti che si sono alternati in una serie di attività, sia sul campo (scavo archeologico, rilevazione delle strutture emerse, redazione della documentazione necessaria, come schede, relazioni di scavo ecc), sia in museo (lavaggio, inventario, siglatura  e sistemazione dei reperti). Il progetto è stato svolto dalla “Missione Archeologica di Piombinara” che prevede una direzione scientifica, affidata al dott. Angelo Luttazzi, in qualità di direttore dell’Antiquarium comunale, oggi Museo comunale, ed una direzione tecnica, affidata alla Società “Il Betilo”, Servizi per i Beni Culturali. Nell’ambito dello stesso progetto è stato possibile anche effettuare una georeferenziazione di tutti i dati grazie al lavoro della dr.ssa Diana Cefalogli, tirocinante del Centro Geotecnologie dell’Università degli Studi di Siena. Alla manifestazione interverranno: l’on. Silvano Moffa, il sindaco Mario Cacciotti, l’assessore alla Cultura Graziana Mazzoli, l’assessore ai Sevizi Sociali Cinzia Sandroni, il consiglere delegato all’Ambiente Mario Del Prete, il direttore del Museo comunale Angelo Luttazzi, i rappresentanti della Soc. Cooperativa “Il Betilo”, insegnanti e ragazzi delle Scuole che hanno partecipato agli stages. La manifestazione rientra nell’ambito del programma di iniziative per il 20° anniversario del Museo Archeologico ed il 30° di attività del Gruppo Archeologico Toleriense di Colleferro.
postato da: italiamedievale alle ore 08:07 | link | commenti | commenti
categorie: archeologia, medioevo, medievale, castello, federico secondo, galgano
lunedì, 31 luglio 2006

San Galgano tra leggenda e mistero
Costruita in memoria di San Galgano, la suggestiva abbazia gotica di Montesiepi (Chiusdino), vicino Siena, ancora preserva la spada nella roccia in una piccola cappella romanica su una collina sovrastante. Solamente l'elsa ed alcuni centimetri della lama sporgono dalla roccia nella figura di una croce. Quella spada è stata considerata falsa per molti anni, ma una ricerca cronologica, effettuata nel 2001 da Luigi Garlaschelli, scienziato ricercatore dell'Università di Pavia, ha dimostrato le sue origini medievali, perché la composizione del metallo non mostra l'uso di leghe moderne e lo stile è compatibile con quello di una spada del XII secolo. Galgano Guidotti è stato definito un cavaliere arrogante e lussurioso che si ritirò in una grotta e divenne un eremita dopo avere avuto una visione dell'Arcangelo Michele. Leggenda vuole che Galgano fu convinto da sua madre ad incontrarsi con la sua ex bella fidanzata; ma sulla via del ritorno a casa, Galgano fu scaraventato a terra dal suo cavallo, mentre passava vicino a Montesiepi, una collina vicino a Chiusdino. Là, un'altra visione lo invitò ad abbandonare le cose materiali della vita. Galgano obiettò che sarebbe stato difficile come spaccare una roccia con una spada. Lui colpì una grande pietra arenaria con la sua spada per dimostrare la sua affermazione, ma la spada, invece di spezzarsi, la penetrò come se fosse burro. Si ritirò in eremitaggio in prossimità della spada, adorandone la sua forma di croce, e vi restò fino alla morte nel 1181.
Santa Severina: un castello per sette regni
Per chi si trova in Calabria o sta per raggiungere l'antica Enotria consigliamo, in provincia di Crotone, di visitare Le Castella, fortezza costruita da Annibale sita nell'omonima località ad Isola capo Rizzuto, nota al grande pubblico per aver ospitato Vittorio Gassman, nel film Brancaleone alle crociate. Partendo da Le Castella, in direzione Crotone, a circa 17 chilometri dal capoluogo si può visitare Santa Severina uno dei borghi più belli d'Italia, citato per la prima volta come "Siberine" dal geografo greco Ecateo di Mileto (560-490 a.C.). In cima alla collina come guardiano della Valle del Neto e dell'intero marchesato di Crotone svetta un castello completamente restaurato costruito per volere dei Carrafa. I Bizantini avevano fatto di S.Severina una delle due sedi metropolitane della Calabria, l'altra era Reggio Calabria. Il castello oggi è uno dei più bei musei d'Italia, chiese bizantine, necropoli, sotterranei, cripte, sale nobiliari con affreschi stupendi. Per gli intenditori è facile distinguere le successioni dei vari tipi di merli nel cosiddetto "muro della memoria". In questo castello si sono succeduti sette regni, e le varie fortificazioni erette nel corso degli anni raccontano di guerre combattute a cavallo e poi, "modernizzando" le tecniche militari con l'utilizzo di nuove armi, di assedi con i cannoni. Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli e i Carrafa del regno di Napoli vissero in questo castello e dominarono le popolazioni del crotonese.
postato da: italiamedievale alle ore 09:31 | link | commenti | commenti
categorie: medioevo, medievale, longobardi, svevi, castello, galgano, normanni, aragonesi, bizantini, cistercensi
mercoledì, 17 maggio 2006

San Galgano, la spada nella roccia e l'epopea cavalleresca
Sabato 20 maggio 2006 alle ore 16,00, l'Associazione Culturale Italia Medievale e l'Associazione Ordo Chimerae di Pavia presentano la conferenza: "San Galgano, la spada nella roccia e l'epopea cavalleresca". Intervengono il prof. Luigi Garlaschelli (Dipartimento di Chimica Organica dell'Università di Pavia) e Maurizio Calì (Responsabile Eventi ACIM). L'iniziativa avrà luogo presso la Sala conferenze di Santa Maria Gualtieri in Piazza della Vittoria a Pavia. La comune passione dei due relatori per le vicende e le testimonianze di San Galgano (Chiusidino, Siena 1148 - 1181) li ha portati, attraverso una lunga ricerca sulle fonti storiche e sulle testimonianze architettoniche dedicate al santo cavaliere, allo sviluppo di analisi scientifiche culminate nel 2001 in un convegno tenutosi a Chiusdino (SI), paese natale di Galgano. I forti legami tra la sua vita, cos' come appare nelle fonti agiografiche, e il ciclo arturiano, la scelta eremitica dopo una vita d'arme quale cavaliere, fanno di questo personaggio un archetipo della cavalleria e dell'eremitismo nei secoli centrali del Medioevo. Di tutto ciò si parlerà nella conferenza che sarà supportata dalla proiezione di affascinanti diapositive raccolte durante il lingo periodo delle ricerche.
1432, La Madonna a Caravaggio
L'Associazione Culturale Italia Medievale partecipa domenica 21 maggio 2006 alla manifestazione: "1432, la Madonna a Caravaggio" con alcuni banchi di antichi mestieri. Organizzata dal Comune di Caravaggio, Ufficio Qualità della Vita, l0iniziativa vede anche la partecipazione di e la partecipazione di: Ass.ne Caravaggio Danza, Ass.ne Caravaggio Viva, Ass.ne “L’Aurora”, Ass.ne Medusa-Fantasia, Alberto Angelo Di Monaco, Liceo “G. Galilei”, Parrocchia di Caravaggio, Teatro del Secchio. La Vergine apparve (era il tramonto del 26 maggio 1432) a Giannetta De' Vacchi, figlia di Pietro, d'età oltre i trent'anni, sposa di Francesco Varoli, un contadino, forse un soldato, la quale era intenta a raccogliere erba su in un prato, detto Mazzolengo, lontano dal borgo. Quale segno dell'Apparizione dal prato sgorgò una sorgente d'acqua che nel corso dei tempi portò benefici a molte persone; una virtù questa riaffermata dall'immediato fiorire di un ramo secco gettatovi a sfida da un miscredente.
In mostra a Bobbio i tesori d'arte sui cammini medioevali
Da Bobbio a Cremona, passando per Piacenza, ma seguendo una via insolita, la stessa percorsa dai pellegrini di mille anni fa. E' una delle proposte della mostra Tesori d'arte lungo gli itinerari medievali che si inaugurerà a Bobbio, nei chiostri della basilica di S. Colombano, sabato 20 maggio 2006 alle ore 18.30 e che ieri è stata presentata nella sede piacentina del Politecnico di Milano. Oltre cento pannelli e una postazione multimediale, attraverso i quali riscoprire gli antichi cammini dell'Italia centro-settentrionale verso Roma, a partire dai sette storici valichi alpini: il colle di Tenda per Alessandria, i passi del Monginevro e del Moncenisio per Torino, il passo del S. Bernardo per Vercelli, il passo del Sempione per Milano, i passi di Resia e del Brennero per Trento. Nella mostra, curata da don Carlo Rusconi per una passata edizione del meeting di Rimini, i percorsi sono stati ricostruiti sulla base di resoconti di viaggio o di suggerimenti di visita scritti per i viandanti medievali.
Una giornata con i Templari
Inconfondibile, con la sua fattura settecentesca, la torre che svetta all'orizzonte nelle giornate limpide, in tutta la piana di Alessandria, Montecastello, splendido centro a ridosso del Tanaro, ad una decina di chilometri a nord di Alessandria ospiterà domenica 21 maggio 2006, la celebre rievocazione storica della battaglia di Tortosa, che svoltasi nel 1289, distrusse l’ultimo baluardo Cristiano in terra Santa. La Manifestazione, che ha il patrocinio della Regione Piemonte, è organizzata dai Cavalieri Templari “dell’Ordo Templi Hierosolymitani – Militia Christi”, Gran Priorato del Piemonte Valle d’Aosta e Liguria e vedrà la partecipazione di moltissimi gruppi storici tutti in splendi e variopinti costumi d’epoca, che già sabato si accamperanno attorno al castello. Si comincia alle ore 10, con il saluto alla cittadinanza del Gran Maestro Marco Sannino.
postato da: enigmagalgano alle ore 08:31 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: templari, medioevo, medievale, cavalieri, galgano


Partecipano

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte