MedioEvo

Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata da Maurizio Calì per i soci della Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Per leggere gli articoli in versione integrale clicca sul titolo. Utilizza la funzione "commenti" in fondo ai post per lasciare le tue osservazioni. Sempre meno quotidiani consentono la lettura gratuita online e ciò rende più difficile offrire una completa panoramica degli eventi medievali. Adesso più che mai se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
martedì, 26 febbraio 2008

A cena con Goti e Longobardi

Sabato 1 marzo 2008, alle ore 17,00 alla Libreria il Libraccio, in Via Candiani, 102, Milano, l'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di invitarvi alla presentazione dell'ultimo libro di Giovanna Motta, “A cena con Goti e Longobardi”. (Edizioni Il Girasole, 2007, pp. 43, € 8,00). Ingresso libero. Seguirà degustazione medievale.
Presso la Biblioteca Nazionale di Parigi si conserva un codice scritto in basso latino, che porta il numero 10318. E’ scritto in calligrafia onciale, il che fa presumere che risalga all’VIII° secolo. Ma il testo è anteriore e, una volta tanto, l’autore non è anonimo: è un Goto. Latinizza il proprio nome in VINIDARIUS, si definisce “illustris” e sembra aver redatto questa compilazione prendendo alcune ricette da trattati precedenti, come quello di Marco Gavio Apicio, il buongustaio per eccellenza. È quindi molto probabile che questo libretto sia un capriccio “gastronomico” di un certo Vinithaharjis, nobile ed intellettuale appassionato di fornelli, che scrive nel VI° secolo, in una zona non meglio specificata dell’Italia centro-settentrionale.
Ma perché queste 30 ricette sono così importanti ? Sono l'unico esempio sicuro di ciò che poteva comparire sulla tavola dei Goti di Teodorico e che, comunque, continuò ad essere in uso sino alla fine del dominio longobardo. Il manualetto di Vinidario fu quindi ricopiato nel corso di almeno due secoli poich* era semplicemente utile ai buongustai: c'è la "lista della spesa", la specifica degli ingredienti e il consiglio per la preparazione.
Giovanna Motta è nata, vive e lavora a Milano, nel settore delle comunicazioni. Ha studiato al Conservatorio di Milano, alla Scuola di Paleografìa e Filologìa di Cremona (Univ.di Pavìa) e si è specializzata in Cucina Storica a Parigi. Dirige un Gruppo di Musica Antica da lei fondato, l' Ensemble Adelchis, col quale tiene concerti dal 1983 (repertorio che va dall'altomedioevo al 1519) suonando le arpe antiche e la crotta a pizzico. Scrive di Cucina Storica sul Corriere d'Italia (settimanale degli Italiani in Germania) e ricostruisce eventi musicali e gastronomici ambientati nel passato. Tiene conferenze d'argomento storico e storico-musicale. Dal 2004 è nel Consiglio Direttivo dell’ACIM.

Mosè Maimonide a Bologna

Conferenza di Rav Giuseppe Laras martedì 26 febbraio 2008, ore 17.00 "Mosé Maimonide (Cordoba, Spagna, 1138 - Il Cairo, Egitto, 1204)". In collaborazione con la Comunità di Ebraica di Bologna. Al Museo Ebraico di Bologna in via Valdonica 1/5
Moshe ben Maimon, detto anche Rambam (dall'abbreviazione del suo titolo e nome in ebraico, Rabbi Moshe ben Maymon, RMBM), più noto in Italia come Mosè Maimonide, è sicuramente una delle personalità ebraiche di maggiore spicco nella storia del pensiero filosofico medievale e nel campo della codificazione alachico-rituale, nonché il primo tra i pensatori ebrei a essere accolto nel canone della filosofia occidentale.
Con le sue opere dogmatico-religiose e filosofiche teologiche, Mosè Maimonide ha rappresentato un audace e rigoroso tentativo di pensare insieme il Logos della filosofia greca e la Rivelazione che ha nella Torà il suo libro.
Nell'opera teoricamente più importante, la Guida dei Perplessi, Maimonide cerca di mostrare, dice Laras, "che tra la verità emergente dall'indagine filosofica e la verità offerta dalla Rivelazione non c'è contrasto di sostanza, entrambe derivando da una medesima fonte ... L'originalità della Guida consiste nell'aver ridotto la complessa dottrina dell'ebraismo in una concezione filosofica da contrapporre al sistema filosofico aristotelico, al fine di mostrarne la superiorità".
Rav Laras condurrà la sua lezione lungo i sorprendenti sentieri del pensiero tracciati da Maimonide: Dio, il mondo, l'uomo, l'anima, la profezia.
Rav Giuseppe Laras è professore di Storia della Filosofia Ebraica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Statale di Milano. E' stato Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano. Studioso del pensiero ebraico medievale, ha dedicato le sue ricerche, in particolare, al pensiero di Mosè Maimonide, tra cui Gli otto capitoli-La dottrina etica (Roma, 1983).

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categorie: medioevo, medievale, longobardi, goti
lunedì, 21 gennaio 2008

Tenzoni e canzoni del Medioevo
Secondo interessante appuntamento con le letture ad alta voce promosse dal Sistema bibliotecario Sud Ovest Bresciano. Martedì 22 gennaio 2008, alle 21, a Maclodio alla Biblioteca comunale, Via Rudiana 17 è in programma «Luci e ombre. Tenzoni e canzoni del Medioevo» a cura della cooperativa bresciana Co.librì.
Medioevo in Libreria, quarto appuntamento
Sabato 26 gennaio 2008
Ore 10,00: Visita guidata: Basilica di San Marco, ritrovo in Piazza San Marco, 2
Nel pomeriggio alla Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele II, 79: Ore 15,30: Note di Medioevo. Viaggio nella musica medievale. A cura di Enrico De Capitani/Stefano Torelli
Ore 16,00: Igor Santos Salazar, Università di Bologna: Longobardi e Visigoti: la conquista islamica dell’Hispania visigota (711) e la conquista longobarda degli spazi bizantini dell'Emilia orientale (727)
Igor Santos Salazar (Barakaldo, -Spagna- 1978) si è laureato in Storia a indirizzo antico e medievale presso la facoltà di Lettere a Filosofia dell'Università di Deusto (Bilbao). Ha seguito i cursos de doctorado presso l’Università di Salamanca dal 2000 al 2002. Attualmente fa parte del XVIII ciclo di Dottorato nell’Università di Bologna, dove conduce un lavoro di ricerca sul rapporto tra i poteri centrali e le comunità locali nell’Emilia orientale nella transizione tra tardoantico e altomedioevo. Ha svolto un periodo di ricerca di tre mesi nell’autunno di 2005 presso l’università di Birmingham, sotto la direzione di Chris Wickham.
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categorie: medioevo, medievale, longobardi, bizantini, goti
sabato, 10 marzo 2007

Felix Ravenna: l’alto Adriatico nel V e VI secolo
La Fondazione RavennAntica curatrice dell’allestimento della mostra, insieme al Comune di Ravenna, al Ministero per i Beni Culturali, alla Regione Emilia-Romagna e alle varie soprintendenze apre le porte ad una mostra che lascerà il segno. La mostra non si presenta come una mera esposizione di oggetti antichi ma come una vera e propria lezione di storia medievale, che verrà raccontata dal famoso medievalista Carlo Bertelli e dal prof. Andrea Augenti. Le idee di fondo dell’evento sono la possibilità di rendere fruibili a tutti le meraviglie che i vari scavi, intrapresi negli ultimi anni, hanno portato alla luce e la ricostruzione storico-artistica e politico-economico di Ravenna nel V e VI secolo. Si parte dagli inediti mosaici provenienti dalla basilica di San Severo a Classe fino al tesoretto (sette cucchiai in argento e una patera) rivenuto a Classe negli scavi del 2004. La parte più interessante della mostra è la ricostruzione di un intero magazzino del porto di Classe, distrutto al tempo di Teodorico e scoperto negli scavi del 2005.
Felix Ravenna - La croce, la spada, la vela: l’alto Adriatico nel V e VI secolo
Dal
10 marzo al 7 ottobre 2007
Complesso di San Nicolò
Via Rondinelli 6, Ravenna
Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.30
Biglietti: intero euro 3,50, ridotto euro 2,50
Tel. 0544.36136 oppure 0544.213371
www.felixravenna.it.
A Merana i lavori alla trecentesca torre di San Fermo
«È appena stato ultimato l’intervento di ripristino della cisterna per la raccolta dell’acqua piovana che si trova alla base della torre, - spiega l’assessore comunale alla Cultura prof. Silvana Sicco e presidente del Consiglio della Comunità Montana “Suol d’Aleramo” - anticamente serviva per l’approvvigionamento idrico del castello di cui ora rimane solo il perimetro esterno. La cisterna, a base quadrangolare è chiusa da una volta a botte, in pietra di Langa, è stata accuratamente ristrutturata cercando una ad una le pietre nei mucchi dei crolli che circondano la torre; un vero e proprio restauro filologico. L’ampia cisterna ha ritrovato il suo fascino antico: ora è dotata di illuminazione interna e il cunicolo di accesso consente la visione dell’interno dove è possibile ammirare la splendida volta in pietra Langarola costruita con maestria nel tardo medioevo». - Cosa si vuol dimostrare a Merana? «Vogliamo inserire Merana - dice il primo cittadino Gallo - nel circuito del piccolo turismo provinciale offrendo un luogo semplice ma ordinato e ben valorizzato, ospitale e facilmente accessibile».
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categorie: archeologia, medioevo, medievale, longobardi, bizantini, goti
giovedì, 01 febbraio 2007

MedioEvo Weblog
Viaggio semiserio fra i restauri al patrimonio romanico della Provincia
Nell'ambito delle iniziative per la celebrazione del millenario della basilica di San Vincenzo a Galliano nel territorio del comune di Cantù, la prof.ssa Gabriella Guarisco della Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano terrà la relazione "Viaggio semiserio fra i restauri al patrimonio romanico della Provincia", sabato 3 febbraio 2007, ore 16.00 alla Basilica di San Vincenzo a Galliano.
Una perla dell’arte medioevale accanto alla chiesa di San Nazaro
L’Ipsia «Giorgi» è custode di una piccola perla dell’arte medioevale, la Grotta (o sacello) di San Michele, che si trova dietro la chiesa dei Santi Nazaro e Celso. Per accedere a questo luogo, costruito forse durante il dominio dei barbari a Verona nel VI o VII secolo, occorre entrare dal cortile dell’istituto e richiedere alla portineria la chiave di un piccolo lucchetto che chiude un cancello arrugginito. «Sette gradini portano al primo locale di 30 mq. in parte scavato nella pietra Gallina, in parte costruito in muratura», spiega la professoressa Flavia Rocco, insegnante di lettere, che ha raccontato del luogo per il Lyons Club Verona Cangrande. L’associazione si era fatta carico della ristrutturazione della grotta alcuni anni fa, ma purtroppo il progetto non è stato avvallato dalla Sovrintendenza alle Belle Arti. I fondi stanziati sono stati utilizzati per pubblicare il libro «Il Sacello rupestre di San Michele presso la Chiesa dei SS. Nazaro e Celso» a cura di G. Varanini. Nella seconda stanza di 20 mq che costituisce il sacello vero e proprio, si trova una pavimentazione a mosaico di grande pregio artistico, con motivi di cerchi intrecciati e un soffitto a crociera. «Questo è ciò che è rimasto di una cappella molto antica, straordinaria testimone di arte sacra», continua Rocco, «in un luogo frequentato fin dall’antichità».
A Galeata per scoprire villa Teodorico e Abbazia S.Ellero
Gli scavi continuano, ma intanto a Galeata, paese che sorge lungo la valle del fiume Bidente in provincia di Forli', una parte notevole e interessante della villa di Teodorico e' tornata alla luce ed e' visitabile per gruppi (su prenotazione). Qui si possono vedere le grandi terme (con calidarium, tepidarium e frigidarium) e il cortile in arenaria con la grande vasca centrale. L'interesse archeologico della zona e' completato dai resti della citta' romana di Mevaniola, con le terme e il teatro. A Galeata sorse nel V secolo anche una delle prime abbazie dell'Occidente, fondata dall'eremita sant'Ellero, contemporaneo di Teodorico. L'abbazia e' raggiungibile attraverso il sentiero delle Cellette da cui si gode uno spettacolare panorama sulla valle. Del complesso monastico resta solo la chiesa abbaziale, con una facciata in blocchi d'arenaria di stile romanico e un bel portale ornato da capitelli con sirene. L'interno ha subito numerosi rimaneggiamenti, ma conserva la tipica struttura medievale. Nella cripta si trova il sarcofago alto medievale con i resti del fondatore. A difesa dell'abbazia i monaci avevano edificato poco distante, in localita' Pianetto, una rocca in posizione strategica, a guardia della strada principale che dalla Romagna portava in Toscana. Del castello restano imponenti ruderi, con la cinta muraria, le porte di accesso nord e sud, il mastio quadrangolare, un torrione circolare per la raccolta delle acque. Numerosi reperti archeologici (dalla preistoria al Rinascimento) trovati nell'area, sono visibili al Museo civico Domenico Mambrini, a Pianetto, nell'ex convento dei padri minori (aperto sabato e domenica 9.30-12.30 e 15-18. Su richiesta apre anche il martedi', il giovedi' e il venerdi'). Info e prenotazioni (anche per la villa di Teodorico) 0543/981854-975428.
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categorie: medioevo, medievale, romanico, goti
giovedì, 23 febbraio 2006

In Cattolica campane del Medioevo
L'Istituto di Archeologia della Cattolica ha organizzato un convegno, da giovedì 23 a sabato 25 febbraio 2006, in aula Pio XI, per discutere sull'arte di fonder campane. L'insolito tema è, negli ultimi anni, oggetto di attenzione scientifica, sia per i numerosi resti di officine rinvenuti in scavi archeologici di chiese medievali e postmedievali, sia perché fornisce un interessante spaccato della società medievale nei suoi aspetti artigianali, liturgici e quotidiani. Nel corso del convegno verrà anche presentato il volume di Elisabetta Neri «De campanis fundendis. La produzione di campane nel medioevo tra fonti scritte ed evidenze archeologiche». L'incontro si propone di far dialogare conoscenze e competenze di archeologi, storici, storici dell'arte, liturgisti, musicologi e archeometri nell'ottica di rintracciare i molteplici significati dell'oggetto campana, simbolo dimenticato della cultura cristiana, e di recuperare il millenario sapere necessario per produrlo.
Santi Banchieri Re
"Santi Banchieri Re" - Ravenna e Classe nel VI secolo. San Severo il tempio ritrovato" è il titolo dell'evento realizzato dalla Fondazione Parco Archeologico di Classe e dal Comune di Ravenna, a partire dal 4 marzo 2006, nella splendida Chiesa di S. Nicolò. La mostra è curata dal grande medievalista Carlo Bertelli e dal prof. Andrea Augenti, docente di Archeologia Medievale all'Università di Bologna, sede di Ravenna.L'esposizione illustra l'epoca d'oro di Ravenna, il VI secolo, in cui viene costruito "letteralmente" il mito della città. Sotto i riflettori sono gli anni che segnano il tramonto del Regno dei Goti e il trionfo dei Bizantini, nel corso dei quali la città compie un grande sforzo per dotarsi di una serie di strutture e monumenti in grado di mostrarla all'altezza del suo nuovo ruolo politico di capitale dei domini di Bisanzio in Italia. Di tale impegno sono elemento centrale le basiliche: S. Vitale, S. Apollinare in Classe, S. Michele in Africisco.
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categorie: medioevo, medievale, bizantini, goti


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