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| Modi e mezzi del comunicare nel Medioevo e nel Rinascimento |
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L' Istituto di Studi Umanistici F.Petrarca
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| Nuovi documenti sul Mantegna |
| Cinque i nuovi ritrovamenti tra i 39 documenti pubblicati, portati alla luce da Francesca Fantini D'Onofrio nel suo "Omaggio ad Andrea Mantegna pittore padovano". Un volumetto edito da Canova per conto dell'Archivio di Stato di Padova, di cui la Fantini è direttore, grazie anche al sostegno di Inner Wheel Sibilla de Cetto, UniCredit e Regione Veneto, che conta un centinaio di pagine e ha il merito di riprodurre la foto di tutte le pergamene, quasi un invito a decifrarne gli angoli nascosti per aggiungere novità alle vicende del sommo artista d'Isola di Carturo. Un monito anche a prestare maggior attenzione ai documenti, tramite un accurato restauro, utili a rivelare la vita di Padova quattrocentesca, in gran parte da scoprire. Anzitutto quello che parla (28 novembre 1438) della dote della montebellunese Vendramina, domestica di Antonio Ovetari e consorte, nel 1440, di Tommaso, fratello di Andrea Mantegna. Ammontava a circa 100 ducati d'oro in cose e beni immobili. Curioso che tra i testimoni ci fosse il notaio Sicco Polentone, umanista e grande storico di Padova. Il secondo, datato 20 febbraio 1440, parla della riconsegna della dote da parte di Biagio Mantegna alla nuora Vendramina che va ad abitare in via San Fermo, accanto agli Ovetari. Il terzo descrive il testamento, l'11 luglio 1456, di Tommaso, languente di lebbra nell'ospedale di San Francesco, che dona cento lire ai poveri infermi e istituisce sue eredi le figlie minorenni Caterina e Isabella, nominandone tutore e curatore il fratello Andrea. C'è poi quello del 26 maggio 1472, il più "imbarazzante" per gli storici, in cui Antonio Brugnara afferma di conoscere Tommaso e Andrea e di ritenerli fratelli, figli del fu Biagio che vendeva "panes in plateis et faciebat bolzonos". Vocabolo quest'ultimo che farà scrivere fiumi d'inchiostro. Infine il testamento, stilato il 9 ottobre 1447, di Bartolomeo da San Biagio fu Gregorio, che nomina sua erede la fraglia di Sant'Antonio e ordina sia completata la pala d'altare che stava facendo eseguire, da porre sopra l'altare maggiore della chiesa di Santa Sofia. |
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| Il sistema fortificato abbandonato a se stesso |
| di Maria Letizia Panajotti (presidente della sezione di Padova di Italia Nostra) Padova oltre al "Caffè senza porte", al "Santo senza nome" e al "Prato senza erba" ha anche il "Monumento ignoto". Si tratta di quanto sopravvive del sistema fortificato comunale degli inizi del Duecento che cingeva quella parte di città rinserratasi, dopo le invasioni barbariche, nell'insula delimitata dalle acque del Bacchiglione, di cui si possono ancore leggere numerose superstiti tracce. Questa testimonianza negletta, quasi completamente fagocitata dall'edilizia privata e i cui interventi distruttivi sono stati autorizzati fino ai non lontani anni sessanta, è ancora presente e visibile soprattutto nel tratto a Nord Ovest.Di questo complesso sistema difensivo caratterizzato dalla presenza di 11 Porte con torri e ponti levatoi, di 5 porte con torri più piccole e del Castello, sono noti a tutti soltanto le sopravissute Porta Molino, Porta Altinate e il complesso del Castello, anche se in gran parte occultato, sul lato lungo il Tronco Maestro da una ottocentesca superfetazione e, lungo il Naviglio, dal muro di cinta dell' ex carcere. La cittadinanza non riesce però a contestualizzare questi manufatti in quanto è il disegno complessivo del sistema difensivo che è scomparso dalla memoria collettiva.Neppure la bella mostra "Le mura ritrovate" e la relativa pubblicazione a cura del Comitato Mura e del Centro Ricerche Socio Religiose del 1987 è riuscita a scalfire la colpevole indifferenza delle Amministrazioni e di conseguenza degli Uffici Tecnici, e neppure è riuscita ad diffondere presso la cittadinanza, in modo pervasivo, la consapevolezza del valore del documento storico.Che se ne sia persa la coscienza come monumento è testimoniato anche dal fatto che non solo c'è incertezza se i lacerti sopravissuti delle mura siano o meno vincolati ai sensi del Codice Urbani (ex legge 1089/39) ma soprattutto dal fatto che di quanto sopravissuto del sistema fortificato medievale non risulta traccia non solo negli elaborati dell'attuale Piano Regolatore, in particolare nelle tavole del Centro Storico, ma neppure se ne fa cenno nel recentissimo Regolamento Edilizio lasciandolo così privo di qualsiasi disciplina di tutela. |
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| Nel presepe dei frati la ‘civitas’ medievale |
| La tradizione vuole che il primo presepe sia stato quello realizzato da San Francesco d’Assisi a Greccio nel 1223. E certamente la spiritualità francescana ha favorito il diffondersi di questa rappresentazione, anche domestica, della Natività di Gesù, che resiste al trascorrere dei secoli, delle mode, delle conte stazioni e delle offese. Da decenni il presepe della chiesa dei Padri cappuccini, in via Brescia, è uno dei più belli e ammirati di Cremona. Per il Natale 2006 nove frati, coordinati da padre Gianfranco Gatti, e una trentina di studenti del Liceo Artistico statale con la guida del professor Marco Serfogli, hanno incominciato il lavoro a metà novembre. Quest’anno spiega, in una nota affidata ai visitatori (l’afflusso è quasi ininterrotto), il superiore del convento, padre Angelo Borghini ci si è ispirati a maestri dell’arte italiana nei secoli XIII-XV che «hanno posto al centro della loro opera il mondo urbano e la vita della comunità cittadina, che all’interno delle mura si ritrova a vivere in alcuni ambiti di riferimento con valenza simbolica, come la chiesa cattedrale, il palazzo comunale, l’università, la piazza, il mercato». Sono le dimensioni e gli spazi del vivere tipici della civitas medievale, ricollegati da «una visione religiosa della realtà segnata dall’avvenimento cristiano», cioè dal mistero, sempre attuale, dell’Incarnazione. Per recuperarli, gli autori del presepe di via Brescia hanno riprodotto (pur facendo ricorso, talvolta, a variazioni prospettiche) particolari di opere architettoniche e pittoriche del romanico e del gotico italiano. Introduce l’ambiente una cornice che riprende, nelle linee essenziali, la facciata della basilica di S.Ambrogio di Milano, all’interno della quale, spiccano le figure di tre tavole del Beato Angelico (La cacciata dal paradiso terrestre. L’Annunciazione, la Crocifissione). Lo scopo è quello di narrare le tappe della storia della salvezza collegandole alla scena della Natività, collocata sulla sinistra del presepe, e tratta dall’Adorazione dei magi di Vincenzo Foppa. Notevole importanza hanno avuto, quale riferimento nella costruzione del paesaggio o di suoi particolari, gli affreschi di celebri pittori senesi quali Ambrogio Lorenzetti (Effetti del buongoverno, dal Palazzo pubblico di Siena, offre la parte centrale della civitas) e Simone Martini. E ancora, elementi delle storie francescane di Giotto (tratti dagli affreschi della Basilica superiore di Assisi); intuizioni della pittura veneta (Giambellino, Cima da Conegliano) e di Andrea Mantegna per la riproduzione delle montagne e del laghetto (nel cui ambito padre Marco Galdini ha ricostruito, con acribia storica, anche modelli di barche e di vele dell’epoca romana). Particolarmente suggestive, come ogni anno, la sequenza e la dissolvenza delle luci del giorno e della notte, e la colonna sonora (canto gregoriano, laudi medievali) che accompagnano la sacra raffigurazione. |
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| Capodanno medievale |
| Il Capodanno Medievale di Montagnana (PD) è un contenitore di manifestazioni che coinvolge anche i turisti nella sua realizzazione. L'evento si svolge in tre diversi momenti di celebrazione della medievalità dell'area padovana: # la Festa Medievale della Mantella di Montagnana del 31 Dicembre 2006 # Escursioni in visita ai Castelli Medievali dell'area di Eugania. # Il Veglione di Capodanno del 31 dicembre 2006 in un Castello o un'antica Dimora Montagnana è un'antica città murata del 14° secolo, recintata di possenti mura merlate per oltre due chilometri con ventiquattro torri e varie fortificazioni tra le quali il Castello di S. Zeno e la Rocca degli Alberi. La sua cinta muraria è annoverata quale uno dei maggiori esempi di architettura medievale militare in Europa. |
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| Le banche aprono i loro palazzi storici |
| Lo scorso anno sono stati 80 mila i visitatori che, in tutta Italia, hanno ammirato i palazzi storici di proprietà delle Banche: anche quest'anno l'occasione è offerta da "Invito a Palazzo", la manifestazione promossa dall'ABI che permette di visitare gratuitamente le sedi degli istituti bancari, normalmente chiusi al pubblico perché luoghi di lavoro. L'appuntamento è per sabato 7 ottobre 2006 dalle 9 alle 19, con visite guidate in italiano e in inglese alla scoperta di 110 palazzi di 53 banche in 56 città: dalle testimonianze dell'età romana e del medioevo all'architettura rinascimentale, barocca, neoclassica e contemporanea, con arredi d'epoca, opere d'arte, archivi, biblioteche, giardini e cantine. In occasione di "Invito a Palazzo" saranno organizzate anche mostre dedicate al collezionismo d'arte, alla storia delle singole banche, a momenti significativi di vita culturale e civile. Per l'edizione 2006 sono 15 le sedi nuove che vengono aperte e 4 le città che aderiscono per la prima volta nell'iniziativa. Una novità è poi costituita dal Premio Invito a Palazzo per la valorizzazione del patrimonio storico artistico, che sarà assegnato al miglior diplomato nel 2005 alla Scuola di Alta Formazione per il restauro dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, la manifattura fondata da Ferdinando I de' Medici nel Cinquecento. L'elenco completo dei palazzi che partecipano all'iniziativa è disponibile sul sito www.abi.it. Dépliant con l'elenco completo dei palazzi saranno disponibili presso le filiali delle banche aderenti. Per informazioni: 06.6767990. |
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| Andrea Mantegna a tavola alla Corte dei Leoni |
| Si moltiplicano le iniziative in occasione della mostra dedicata ad Andrea Mantegna. In alcuni ristoranti di Padova e provincia e' possibile assaggiare la cucina medievale dei tempi del grande pittore. L'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi, insieme alla Camera di Commercio, il comune di Padova e l'Azienda Turismo Padova Terme Euganee, ha ideato un ricettario composto da 40 ricette, traendo spunto da alcuni testi risalenti al XV secolo. Sfogliando le pagine del ''Libro de arte coquinaria'' di Maestro Martino da Como e del ''De honesta voluptate'' di Bartolomeo Scappi, detto ''Platina'', sono cosi' emerse alcune interessanti proposte culinarie, adattate al gusto contemporaneo, da inserire nei menu'. Lo staff della Corte dei Leoni ha partecipato con entusiasmo a questa iniziativa, e ha trasformato con estro e originalità le pietanze citate nei suddetti testi, ideando uno sfizioso menu degustazione chiamato, per l'appunto, "Il Mantegna". - Gamberoni in salsa all'aceto bianco e miele su letto di rucoletta - Minestra di legumi e farro - Scaloppe di galletto all'arancia con zucchero, cannella e menta - Tortina di ricotta all'acqua di rose e salsa alla vaniglia - Selezione di caffé arabica monocultivar Un menu che combina arte e gusto, ideato in onore al grande maestro Mantegna, commemorato ora nei più importanti musei delle città di Verona, Padova e Mantova, nel quinto centenario della sua morte. LA CORTE DEI LEONI Via Pietro d'Abano, 1 Padova Infoline e prenotazioni: 0498750083, |
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| I Trionfi: tradizione classica e fortuna nelle collezioni del Museo Petrarchesco Piccolomineo |
| Museo Petrarchesco Piccolomineo, Piazza Hortis, 4 (2. piano scala interna) 30 settembre 2006 - 5 gennaio 2007 Inaugurazione: venerdì, 29 settembre 2006 ore 12 L’esposizione, curata da Alessandra Sirugo, prende origine dal fascino evocato da un capolavoro letterario come i Trionfi di Francesco Petrarca, per seguire il fenomeno della loro interpretazione figurativa nella miniatura, nella pittura, nella xilografia e nell’incisione. La visualizzazione nelle arti dal XV al XIX secolo inizia dal “trionfo” romano miniato da Cristoforo Cortese nel prezioso codice del “De viris illustribus” di Francesco Petrarca (1433), per proseguire con i dipinti dei Trionfi di Marco del Buono e di Apollonio di Giovanni, realizzati sui cassoni nuziali dopo la metà del XV secolo. I Trionfi si imposero all’immaginazione del lettore medievale: le miniature e le illustrazioni dei primi libri a stampa rivelano che il pubblico li percepiva come la massima aspirazione terrena di un uomo, un rovesciamento spettacolare della Fama sull’incombere della Morte. L’accurata selezione di testimonianze iconografiche realizzata da Domenico Rossetti, consente di delineare l’interpretazione che ne diedero artisti europei del secondo Rinascimento come Georg Pencz, passando per le incisioni di Silvestro Pomarede derivate da Tiziano e i disegni di Gaetano Zompini per le Rime edite da Zatta (Venezia 1756). Completano la rassegna sei codici miniati dei Trionfi, quasi tutti anteriori al 1470, fra cui il manoscritto di Felice Feliciano (Verona 1433-1480 ca.), amico di Andrea Mantegna. E’ possibile visitarla dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13, la domenica dalle 10 alle 12; è chiusa nelle giornate festive. La domenica vengono effettuate visite guidate a cura dell’Associazione “Cittaviva”. Nelle altre giornate di apertura le visite guidate per le scuole e per singoli visitatori si prenotano telefonando allo 040/6758184, tramite fax o posta elettronica (fax 040/6758199; e-mail: museopetrarchesco@comune.trieste.it). |
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| «Roccasecca nel Medioevo» |
| Nell’ambito delle iniziative in programma per l’estate in corso, l’orologio della storia tornerà indietro di 1000 anni, le strade che si animeranno di cavalieri, si ascolterà il metallico rumore delle spade, sfileranno dame dalle splendide acconciature e variopinti abiti. Tutto questo si potrà ammirare il 26 e 27 agosto 2006 a Roccasecca, nel corso della IV edizione della manifestazione ìRoccasecca nel Medioevo”, promossa dall’Associazione culturale Roccasecca del compianto Federico Murro e patrocinata dal comune di Roccasecca, la regione Lazio, la provincia di Frosinone e la comunità Montana di Arce. |
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| Edoras, festival fantasy medievale |
| Due giornate dense di eventi e spettacoli, dalle 10 del sabato alle 24 della domenica attendono gli appassionati fantasy il 16 e 17 settembre 2006 nello scenario della Val d'Enza, costellato da castelli millenari, alcuni dei quali teatro di importanti eventi storici che videro Matilde di Canossa protagonista di alcuni dei momenti più profondi del medioevo europeo. Lì (Ciano d'Enza) è nata Edoras la capitale di Rohan, la porta della fantasia alle porte dell'Appennino. Cavalieri, conferenze, musica, tornei, spade, quadri, bacchette, archi, alberi, libri, scrittura, Quidditch, disegni, gioco di ruolo Live, escursioni, castelli, foto, l'ultima battaglia, pietre, falchi, stelle, immagini, mercanti. Sono molte le tessere che compongono il mosaico della manifestazione nata dalla passione per la letteratura fantasy, e in particolare per le opere di Tolkien, di Acquaneve, associazione culturale senza scopo di lucro. Per il programma in dettaglio di tutte le attività, che si svolgeranno a Ciano D'Enza presso l' arena Bosco dell'Impero e nel teatro municipale Matilde di Canossa sottostante l'arena, e ogni informazione, rimandiamo al sito: www.edoras-canossa.org. |
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| Mantegna e le Arti a Verona 1450 1500 |
| Oltre 200 tra dipinti, disegni, incisioni, miniature, sculture, medaglie, cassoni dipinti; circa 100 musei e collezioni di tutto il mondo coinvolti nell’impresa. Questi i numeri della grande mostra “Mantegna e le Arti a Verona 1450 1500” che prenderà il via il 16 settembre 2006 e resterà aperta al pubblico, nel Palazzo della Gran Guardia, sino al 14 gennaio 2007. L’esposizione è parte integrante del progetto del Comitato Nazionale per le celebrazioni del quinto centenario della morte di Andrea Mantegna, un’iniziativa unica articolata in tre sedi con tre mostre che si svolgeranno, contemporaneamente, a Padova, Mantova e Verona. Da questo eccezionale momento artistico emergono personalità di grande interesse, ancora poco studiate, ma tutt’altro che minori, come quelle di Francesco Benaglio (circa 1432-1492), Francesco Bonsignori (circa 1460-1519), Liberale da Verona (1445- 1526/29), Francesco Dai Libri (circa 1452 prima del 1514) Domenico Morone (circa 1442- dopo il 1518) e i suoi allievi, protagonisti di un periodo che ha visto Verona rendere omaggio a Mantegna ma guardare con eguale interesse ad altri centri artistici e trovare, grazie ai pittori locali, una intensissima ed affascinante identità. Informazioni e prenotazioni www.andreamantegna2006.it tel. 199.199.111 Palazzo della Gran Guardia Piazza Bra, Verona Orario Dal lunedì al giovedì 9,30 19,30 venerdì, sabato e domenica 9,30 21,30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura) |
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| A casa di Andrea Mantegna |
| Mantegna torna a vivere nella sua Casa mantovana. Dal 26 febbraio al 4 giugno 2006, Andrea Mantegna sarà il protagonista di un’ampia esposizione, allestita nella sua Casa.Documenti autografi, libri, sculture e dipinti degli anni mantegneschi sono concessi per questa mostra da musei italiani e stranieri. L’obiettivo che essa si pone è di illustrare il profilo artistico di Andrea Mantegna durante i quasi cinquant’anni della sua attività a Mantova al servizio dei Gonzaga, di far rivivere la vita della Corte, le figure dei committenti e dei letterati, assieme alla cultura nel marchesato mantovano negli anni della permanenza del Mantegna (1460-1506). |