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| Medioevo in Libreria, sesto appuntamento |
| Sabato 24 marzo 2007 Ore 10,00: Visita guidata: Parco Archeologico di Castelseprio (VA). Ritrovo all’entrata del Parco in via Castelvecchiio, 58. Ore 15,30: (Libreria del Castello Sforzesco, ingresso libero) A tavola nel Medioevo, percorso gastronomico e cronologico nelle prelibatezze della cucina medievale. Normanni, Svevi e Angioini. A cura dell dott.ssa Giovanna Motta. Ore 16,00: Mauro Della Valle, Università degli Studi di Milano: Arte bizantina altomedievale a Milano Mauro Della Valle insegna Storia dell’Arte bizantina presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Una parte considerevole dei suoi studi più recenti ha trattato i problemi relativi al rapporto tra la civiltà artistica bizantina e la pittura medievale italiana. Ha partecipato a diversi progetti e missioni di studio a Costantinopoli e nei territori che appartennero all’Impero d’Oriente: Macedonia, Grecia, Turchia, Siria, Egitto, Tunisia. E’ socio dell’Associazione Italiana di Studi Bizantini. |
| Petrarca, scoperto a Danzica manoscrito sconosciuto |
| E' tornato alla luce un manoscritto inedito di Francesco Petrarca (1304-1374) che trasmette un testo fino ad oggi ignoto del grande poeta, padre della lingua italiana insieme a Dante Alighieri e Giovanni Boccaccio, ossia la redazione originaria delle "Invective contra medicum". Il documento e' stato ritrovato nella Biblioteca Statale di Danzica, in Polonia, dal professor Francesco Bausi, docente di letteratura italiana medioevale all'Universita' della Calabria, che ha pubblicato il testo sconosciuto sul nuovo fascicolo di ''Rinascimento'' (Olschki editore), rivista dell'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento. |
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| Addio a Bordonove, storico delle Crociate |
| Lo storico e scrittore francese Georges Bordonove, uno dei maggiori conoscitori delle vicende delle Crociate e dell'Ordine dei Templari, è morto a Parigi all'età di 86 anni. Le Editions du Pygmalion ricordano che la sua ultima opera portata a termine è stata la grande impresa «I re che fecero la Francia», in 24 volumi, da Clodoveo a Luigi Filippo, venduta in oltre due milioni di copie. Nato nel 1920 a Enghien, Bordonove è l'autore di 90 volumi, tra saggi, romanzi e biografie. Iniziò la carriera come ricercatore degli Archivi Nazionali di Francia. Ha dedicato oltre 50 anni di studi al Medioevo, e in particolare alle Crociate e ai Templari. Moltissimi i suoi libri tradotti in italiano, una decina solo sui celebri cavalieri difensori del Santo Sepolcro. È autore anche di «Gilles de Rais» (Longanesi), la biografia del Barbablù storico, Bordonove ha vinto molti premi, tra i quali il Goncourt e quello dell'Accademia di Francia. |
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| Il Santo Graal potrebbe essere a Roma |
| l leggendario Santo Graal, l'antichissimo Calice che avrebbe contenuto, secondo fonti e leggende plurisecolari, gocce del sangue di Gesù Cristo, potrebbe essere stato per molti secoli a Roma o, addirittura, la capitale potrebbe tuttora custodirlo. Lo studioso romano Alfredo Barbagallo ha infatti identificato una possibile netta rappresentazione del Sacro Calice nella Basilica romana di S. Lorenzo fuori le Mura, a pochi metri dall'altare di sepoltura del Santo e per l'esattezza, nell'ambito dello splendido mosaico centrale del grande pavimento cosmatesco della Basilica, risalente alla prima fase del XIII secolo ed in parte danneggiato dagli avvenimenti bellici. A riferirlo è il Circolo culturale telematico per la Natura e la Storia sottolineando che la straordinarietà della scoperta consiste nella conferma della grande e notissima leggenda che avrebbe visto S. Lorenzo, a pochi giorni dal martirio, nell'agosto 258, ricevere l'affidamento del Santo Graal da Papa Sisto II; il Calice sarebbe poi pervenuto, attraverso varie vicende, sino alla Cattedrale di Valencia, dove è oggetto di venerazione, ed ha di recente ricevuto l'omaggio di Papa Benedetto XVI. L'immagine medioevale rappresentata nel pavimento cosmatesco di S. Lorenzo fuori le Mura sembra chiaramente rappresentare una sorta di indicazione segnaletica che indirizza con precisione verso le adiacenti catacombe di S. Ciriaca, antico Cimitero Verano, luogo di sepoltura originaria del diacono e Santo Lorenzo. Anche la parte circostante, e persino la parte perduta del rarissimo mosaico pavimentale, sembrano avallare l'ipotesi di una complessa simbologia. L'ipotesi sarebbe quindi quella della permanenza rappresentata del Sacro Calice a Roma per molti secoli, o quella della sua attuale presenza nelle strutture catacombali indicate. Su questi importanti argomenti lo studioso Alfredo Barbagallo ritiene di poter effettuare una conferenza stampa a Roma la prossima settimana. |
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| Residenza Schrofenstein: affreschi simili a quelli di Castel Roncolo |
| Durante l'esecuzione di una serie di lavori di restauro presso la Residenza Schrofenstein in via Vintola 2, all'incrocio con via Weggenstein, a Bolzano sono stati riportati alla luce una serie di affreschi profani risalenti al 1.400. Gli affreschi, che sono stati restaurati con un contributo finanziario di 220.000 Euro da parte della Provincia (per ricopertura del tetto, restauro degli stucchi e dei soffitti lignei) presentano analogie dal punto di vista temporale e contenutistico con gli affreschi di Castel Roncolo, come ha sottolineato la direttrice dell'Ufficio beni architettonici ed artistici, Waltraud Kofler Engl. L’alto importo concesso dalla mano pubblica è motivato dalle finalità sociali della fondazione Franz de Paula von Mayrl, attuale proprietaria del complesso, e dell’eccezionale importanza storico-artistica delle pitture murali. Il palazzo tra il 1368 ed il 1415, epoca a cui risalgono gli affreschi, fungeva da residenza cittadina della famiglia dei fratelli Vintler originari della Val Pusteria, che proprio in quegli anni acquisirono Castel Roncolo sistemandolo ed allestendolo sontuosamente. Medesimo il committente storicamente documentabile nella persona di Niklaus Vintler, titolare di importanti uffici finanziari a Bolzano, giudice a Gries e in via dei Vanga, principale ministeriale del Tirolo e con ciò primo funzionario nel settore delle finanze. Medesime dovrebbero essere anche le botteghe artigiane che si occuparono dell'allestimento del castello e della realizzazione degli affreschi presso la residenza Schrofenstein: in entrambi i casi, infatti, le scene raffigurate presentano soggetti analoghi che si rifanno alla letteratura iconografica allegorica, cortese e cavalleresca e delle saghe tipiche del Medioevo. |
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| Le banche aprono i loro palazzi storici |
| Lo scorso anno sono stati 80 mila i visitatori che, in tutta Italia, hanno ammirato i palazzi storici di proprietà delle Banche: anche quest'anno l'occasione è offerta da "Invito a Palazzo", la manifestazione promossa dall'ABI che permette di visitare gratuitamente le sedi degli istituti bancari, normalmente chiusi al pubblico perché luoghi di lavoro. L'appuntamento è per sabato 7 ottobre 2006 dalle 9 alle 19, con visite guidate in italiano e in inglese alla scoperta di 110 palazzi di 53 banche in 56 città: dalle testimonianze dell'età romana e del medioevo all'architettura rinascimentale, barocca, neoclassica e contemporanea, con arredi d'epoca, opere d'arte, archivi, biblioteche, giardini e cantine. In occasione di "Invito a Palazzo" saranno organizzate anche mostre dedicate al collezionismo d'arte, alla storia delle singole banche, a momenti significativi di vita culturale e civile. Per l'edizione 2006 sono 15 le sedi nuove che vengono aperte e 4 le città che aderiscono per la prima volta nell'iniziativa. Una novità è poi costituita dal Premio Invito a Palazzo per la valorizzazione del patrimonio storico artistico, che sarà assegnato al miglior diplomato nel 2005 alla Scuola di Alta Formazione per il restauro dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, la manifattura fondata da Ferdinando I de' Medici nel Cinquecento. L'elenco completo dei palazzi che partecipano all'iniziativa è disponibile sul sito www.abi.it. Dépliant con l'elenco completo dei palazzi saranno disponibili presso le filiali delle banche aderenti. Per informazioni: 06.6767990. |
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| Andrea Mantegna a tavola alla Corte dei Leoni |
| Si moltiplicano le iniziative in occasione della mostra dedicata ad Andrea Mantegna. In alcuni ristoranti di Padova e provincia e' possibile assaggiare la cucina medievale dei tempi del grande pittore. L'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi, insieme alla Camera di Commercio, il comune di Padova e l'Azienda Turismo Padova Terme Euganee, ha ideato un ricettario composto da 40 ricette, traendo spunto da alcuni testi risalenti al XV secolo. Sfogliando le pagine del ''Libro de arte coquinaria'' di Maestro Martino da Como e del ''De honesta voluptate'' di Bartolomeo Scappi, detto ''Platina'', sono cosi' emerse alcune interessanti proposte culinarie, adattate al gusto contemporaneo, da inserire nei menu'. Lo staff della Corte dei Leoni ha partecipato con entusiasmo a questa iniziativa, e ha trasformato con estro e originalità le pietanze citate nei suddetti testi, ideando uno sfizioso menu degustazione chiamato, per l'appunto, "Il Mantegna". - Gamberoni in salsa all'aceto bianco e miele su letto di rucoletta - Minestra di legumi e farro - Scaloppe di galletto all'arancia con zucchero, cannella e menta - Tortina di ricotta all'acqua di rose e salsa alla vaniglia - Selezione di caffé arabica monocultivar Un menu che combina arte e gusto, ideato in onore al grande maestro Mantegna, commemorato ora nei più importanti musei delle città di Verona, Padova e Mantova, nel quinto centenario della sua morte. LA CORTE DEI LEONI Via Pietro d'Abano, 1 Padova Infoline e prenotazioni: 0498750083, |
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| I Trionfi: tradizione classica e fortuna nelle collezioni del Museo Petrarchesco Piccolomineo |
| Museo Petrarchesco Piccolomineo, Piazza Hortis, 4 (2. piano scala interna) 30 settembre 2006 - 5 gennaio 2007 Inaugurazione: venerdì, 29 settembre 2006 ore 12 L’esposizione, curata da Alessandra Sirugo, prende origine dal fascino evocato da un capolavoro letterario come i Trionfi di Francesco Petrarca, per seguire il fenomeno della loro interpretazione figurativa nella miniatura, nella pittura, nella xilografia e nell’incisione. La visualizzazione nelle arti dal XV al XIX secolo inizia dal “trionfo” romano miniato da Cristoforo Cortese nel prezioso codice del “De viris illustribus” di Francesco Petrarca (1433), per proseguire con i dipinti dei Trionfi di Marco del Buono e di Apollonio di Giovanni, realizzati sui cassoni nuziali dopo la metà del XV secolo. I Trionfi si imposero all’immaginazione del lettore medievale: le miniature e le illustrazioni dei primi libri a stampa rivelano che il pubblico li percepiva come la massima aspirazione terrena di un uomo, un rovesciamento spettacolare della Fama sull’incombere della Morte. L’accurata selezione di testimonianze iconografiche realizzata da Domenico Rossetti, consente di delineare l’interpretazione che ne diedero artisti europei del secondo Rinascimento come Georg Pencz, passando per le incisioni di Silvestro Pomarede derivate da Tiziano e i disegni di Gaetano Zompini per le Rime edite da Zatta (Venezia 1756). Completano la rassegna sei codici miniati dei Trionfi, quasi tutti anteriori al 1470, fra cui il manoscritto di Felice Feliciano (Verona 1433-1480 ca.), amico di Andrea Mantegna. E’ possibile visitarla dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13, la domenica dalle 10 alle 12; è chiusa nelle giornate festive. La domenica vengono effettuate visite guidate a cura dell’Associazione “Cittaviva”. Nelle altre giornate di apertura le visite guidate per le scuole e per singoli visitatori si prenotano telefonando allo 040/6758184, tramite fax o posta elettronica (fax 040/6758199; e-mail: museopetrarchesco@comune.trieste.it). |
Tutte le musiche su testo di Petrarca presto accessibili on line
Il repertorio musicale su testi di Petrarca dal Trecento a oggi sarà presto accessibile on-line. Grazie a un progetto europeo di archiviazione digitale di fonti musicali manoscritte e a stampa, questo patrimonio, insieme alle Chansons françaises de l’Ars Nova, sarà salvaguardato e reso fruibile attraverso la costruzione di un data base. Il progetto, che sarà presentato in un seminario, venerdì 25 novembre 2005, alla facoltà di Lettere e filosofia di Arezzo (viale Cittadini, aula 3, dalle ore 10,30), verrà realizzato con il contributo del programma Cultura 2000 della Comunità europea.
Scrovegni, la Cappella del banchiere per nulla pentito
La Cappella degli Scrovegni di Giotto è il titolo del libro di Chiara Frugoni, accompagnato da un Dvd con documentari di Luca e Nino Criscenti eseguiti dopo i restauri, pubblicato da Einaudi. L’autrice, molto nota pure per i saggi sulla vita e l’iconografia di San Francesco, sarà oggi, venerdì 25 novembre 2005, alle ore 18, nel Salone Vanvitelliano della Loggia, introdotta da Fausto Lorenzi, per parlare del libro e degli affreschi, con immagini. Oltre alla spiegazione del ciclo di Giotto, scena per scena, l’autrice ne presenta un’interpretazione nuova che ha per protagonista il committente della cappella consacrata 700 anni fa, il 25 marzo 1305, Enrico Scrovegni, per nulla pentito delle ricchezze accumulate e dell’ombra del peccato d’usura.
Quei militari messi in Ordine
di Marco Meschini
Credere, obbedire, combattere. Ben prima del XX secolo e con ben altro contenuto, queste parole sono risuonate sotto i cieli d'Europa. E di Terrasanta: perché fu in quella propaggine essenziale della Cristianità che prese vita un'esperienza del tutto nuova, gli ordini monastico-cavallereschi, cioè composti da uomini d'arme che avevano lasciato la vita propria del cavaliere per rivestire l'abito monastico. E l'abito è tutto: perché se la funzione del «combattere» restava intatta, essa si affiancava al «credere» e ancor più all'«obbedire».
Torre Isso apre al pubblico dopo decenni
Castellone. La ‘scalata’ verso la cima di Torre Isso comincia dal basso, cioè con l’apertura del piano terreno, ma in futuro come ha ammesso ieri il sindaco Chiara Tomasetti, i 44 metri che separano l’estremità del torrazzo dalla piazza sottostante, si potranno raggiungere. Sabato 8 ottobre 2005, dunque, arriva a compimento un piano che il Comune ha abbracciato diversi mesi fa. E questo sarà anche abbinato all’inaugurazione di una mostra allestita proprio nel monumento. L’esposizione, intitolata ‘Da Castelleone al territorio’, è composta da un serie di mappe, documenti e cartine militari di epoca medievale: un disegno a penna colorato a inchiostro su pergamena del XV secolo, concesso dalla bibiolteca nazionale di Parigi, oppure un disegno a penna acquerellato (Museo Correr di Venezia) che mostra la composizione del territorio cremasco durante la dominazione della Repubblica di Venezia. La mostra rimarrà aperta fino al 13 novembre 2005.
Di corsa fra i castelli
I Castelli di Bedizzole, Drugolo, Padenghe, Soiano, Carzago Riviera, sono i punti di riferimento per una passeggiata turistico-storica libera a tutti, abbinata alla «Half Marathon» (mezza maratona di km 21 e 97 metri), organizzata anche quest’anno dagli appartenenti al gruppo podistico Bedizzole, presieduto da Luigi Porrini. Se alla gara vera e propria in programma domenica 9 ottobre 2005 si presentano al via solitamente un migliaio di atleti di varie nazionalità, per la «Passeggiata dei Cinque Castelli» se ne contano sempre più di tremila.
"Una notte con Francesco"
Lunedì 10 ottobre alle ore 12.00, presso Sala Barbieri in Palazzo Giuliari, si terrà la presentazione del primo appuntamento con la rassegna "Io scrivo, tu mi leggi. Incontro con l'autore in biblioteca Frinzi. Ottobre 2005 - gennaio 2006", dal titolo "Una notte con Francesco" letture integrali e continuate del Canzoniere del Petrarca; una maratona letteraria, la quarta consecutiva, dalle ore 21 del 12 ottobre 2005 alle ore 6 circa del giorno successivo, presso il chiostro medievale adiacente la Biblioteca Centralizzata "Arturo Frinzi" di Verona (Via San Francesco 20).
Vera von Falkenhausen e Taranto bizantina
Taranto in età bizantina è una sorta di oggetto non identificato, una città della quale poco sappiamo quanto a topografia, e nulla si è conservato quanto a monumenti ed edifici. Eppure l'età bizantina non è stata, nella storia di lunga durata di Taras, Tarentum, Taranto, un interludio o un incidente di percorso. Nell'orbita dell'Impero d'Oriente fin dagli anni tumultuosi delle invasioni barbariche, della frantumazione delle superstiti strutture politico-amministrative dell'Impero d'Occidente, della devastante guerra greco-gotica, Taranto fu bizantina - anche se con qualche interruzione, fra dominazione longobarda (poco più di un secolo e mezzo, fra il 680 e l'840), un quarantennio arabo e periodi di distruzione e spopolamento - fino alla definitiva conquista normanna nell'XI secolo, intorno al 1063, per qualcosa come sei secoli, anche se l'epoca più lunga ed omogenea si restringe al periodo fra il IX secolo (quando il generale Leone Apostyppos, nell'880, pose fine al quarantennio arabo) e l'XI secolo, un periodo in cui cade anche la distruzione della città ad opera dei Saraceni (nel 928), il lungo spopolamento e la ricostruzione (nel 967) ad opera di Niceforo Hexakionites, su mandato dell'imperatore Niceforo II Focas.
Tutti alla corte di Carlo Magno
È il 25 luglio 755. Il clero, i nobili e il popolo si trovano fuori Parigi presso il monastero des-Prés, «dei prati». Scortano le spoglie di san Germano, il vescovo che dà il nome all'abbazia. Tra gli alleluia il corteo procede lento e austero verso la fossa dove il corpo del santo sarà inumato. Ed ecco che un bimbo - avrà sì e no sette anni - si stacca dalla folla e vi balza dentro. Possiamo immaginare il mormorio, qualche risata trattenuta, ma è niente in confronto a quel che accade subito dopo.
Oggi la Chiesa ricorda la Beata Vergine Maria del Rosario
Il Rosario è, nato dall'amore dei cristiani per Maria in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terrasanta. L'oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali. Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei "Paternostri", per il cui conteggio S. Beda il Venerabile aveva suggerito l'adozione di una collana di grani infilati a uno spago. Poi, narra una leggenda, la Madonna stessa, apparendo a S. Domenico, gli indicò nella recita del Rosario un'arma efficace per debellare l'eresia albigese.
Petrarca «investigator» nel suo dialogo con Dante e la lirica d’amore
La necessità di «ricostituire una lettura totale di Petrarca», cogliendone il «dialogo» con Dante, rispetto al quale «si verifica un passaggio e una metamorfosi» ha generato «Petrarca», una raccolta antologica di testi a cura di Loredana Chines e Marta Guerra, che dà inizio alla collana La letteratura italiana diretta da Ezio Raimondi per la Bruno Mondadori. Il saggio di prefazione è suggestivo: «Un dialogo permanente: Dante e Petrarca».
Avis: concorso di pittura dedicato al Medioevo
Torna anche quest'anno nella seconda domenica di maggio l'appuntamento con l'arte promosso dall'Avis locale, in collaborazione con Cariparma e Piacenza. Sabato 7 e domenica 8 maggio 2005 all'ombra della Rocca di Fontanellato si terrà, infatti, l'undicesima edizione del concorso nazionale di pittura estemporanea, aperto ad artisti di ogni tecnica e stile che vorranno misurarsi con il tema del concorso: «Il Medioevo, ancor oggi fra noi».
C'era una volta la cavalcata papale
La «presa di possesso» del Laterano, in programma sabato prossimo, cioé la cerimonia con la quale papa Benedetto XVI si insedierà come Vescovo di Roma recandosi nella Basilica di San Giovanni in Laterano (che è la cattedrale di Roma, «mater ecclesiarum et caput mundi»), si completerà il ciclo delle manifestazioni che accompagnano l'elezione di ogni nuovo pontefice. E' rimasta ormai una della poche tradizioni ultrasecolari che nella Chiesa cattolica sono sopravvissute alle innovazioni succedutesi a ritmo sempre più frequente dopo il pontificato di Pio XII. Per quanto è stato possibile ricostruire dai documenti degli archivi vaticani, la cerimonia risale ad oltre mille anni addietro, esattamente all'aprile dell'858 (quando fu eletto papa Niccolò I). Ad ogni modo, il ricordo della «presa di possesso» è legato soprattutto al periodo nel quale avveniva mediante una «cavalcata papale» che era uno degli spettacoli più grandiosi che si potessero ammirare nella Roma dei papa-re.